di Giorgia Valentini
C’è un momento, nella vita di un club, in cui le chiacchiere diventano macigni e per la Nocerina quel momento è adesso; nelle ultime ore il nome di Joseph Portelli, imprenditore maltese e presidente degli Hamrun Spartans, è diventato il centro di gravità emotivo di una tifoseria sospesa tra entusiasmo e timore, perché qui non si parla solo di una cessione ma si parla di identità, di futuro, di una storia che ha chiesto di non essere svenduta. Nelle scorse ore, l’ansia correva veloce tra i vicoli di Nocera e nei gruppi social: “Stiamo calmi… ci stiamo ancora leccando le ferie degli italoamericani, con la loro promessa: ‘stamm arrivann’” (abbiamo già visto questo film. E non sempre è finito bene)”.
Chi è davvero Joseph Portelli
Portelli non è un nome qualunque ma è un imprenditore gozitano, attivo soprattutto nel settore edilizio, ma con un piede ben piantato nel calcio che conta quello che sa vincere, programmare e crescere e da presidente degli Hamrun Spartans, campioni di Malta, ha già dimostrato di saper costruire una società moderna e ambiziosa; non è un mistero che da tempo guardava al nostro Paese, aveva messo sul tavolo 1,3 milioni di euro per acquisire il Siena. Risposta? No, grazie. Così Portelli ha virato ed ha trovato terreno fertile proprio in quello molosso.
Prima Nocera Superiore, poi Malta, stretta di mano, dossier, numeri, strategie e infine la firma, non più ipotesi, ma progetto reale. Un cambio di passo che fa rumore ed ora la nocerina non è più prigioniera dell’attesa, dei bilanci risicati o dei campionati anonimi. Con l’ingresso di Portelli si apre una nuova fase, la città adesso chiede una cosa sola, serietà, perché l’entusiasmo è legittimo, ma non cieco, questa piazza ha già visto promesse evaporare come fumo; la Nocerina non è una scommessa finanziaria, è un patrimonio popolare, non è una scatola da riempire di numeri, ma una maglia che pesa, una curva che non dimentica e una città che pretende rispetto. Da oggi la Nocerina non è più una squadra che prova a sopravvivere ma una società che prova a tornare grande, con la differenza che questa volta dovrebbe esserci meno improvvisazione, ma un imprenditore che arriva con numeri, struttura e visione.

