E qualcosa rimane: l’eredità di Lucio Avagliano

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È morto il professore, non l’idea. La scomparsa di Lucio Avagliano, salernitano noto in tutto il mondo, non cancella la traccia principale della sua vita: l’idea di costruire una società libera e giusta, ispirandosi a don Sturzo. L’elenco dei meriti e dei titoli, è piuttosto lungo.  Fondatore della Facoltà di Scienze Politiche di Salerno. Allievo dello storico Gabriele De Rosa. Collaborò con Romano Prodi e Luigi Berlinguer.  Ha insegnato presso la Facoltà di Scienze Politiche della Università di Padova. Presidente del corso di laurea in Scienze Politiche 1990-91 a Salerno e Preside della medesima facoltà nel triennio 1992-95 Ha sempre vissuto l’impegno politico con grande passione e naturale conseguenza di quello sociale e culturale. Coordinatore regionale per la Campania e provinciale per Salerno dagli inizi de “L’Ulivo”. Presidente dal 1996 dell’Istituto Internazionale di Scienze Politiche e della Comunicazione. Direttore scientifico della Rivista “Sintesi” presso la Franco Angeli e della Collana omonima presso lo stesso editore, è autore di più di una cinquantina di testi. Ha allevato generazioni di cattolici che guardavano a sinistra e che non dovevano spaventarsi del mercato. Imponenti gli studi sull’Iri e sul periodo della nuova industrializzazione.