E ora facciamo i conti con Sanremo…

La carica dei 600 è avvenuta oltretutto a scapito di un’azienda che già non se la passa bene, considerando i 65 milioni di perdite previste nel 2020. Il 21 febbraio, nel prossimo Cda, quello delle nomine importanti, all’ad toccherà dimostrare che gli imbucati non sono imbucati. Un problemaccio quasi più difficile che scegliere il prossimo direttore lottizzato del Tg1 e certamente più a rischio impopolarità. Stavolta non sono un centinaio ma sei volte di più – almeno 634 secondo i calcoli che girano – i protagonisti Rai dell’assalto al festival di Sanremo. E’ sceso ora in campo il collegio sindacale della Rai – composto da un ispettore capo della Ragioneria generale come presidente e da due alti funzionari del ministero del Tesoro – e ha deciso di fare le pulci all’amministratore delegato Salini per l’esorbitante partecipazione dei 600. Risultati in eccesso perfino in un festival monstre dove tutto s’è gonfiato anche con qualche trucchetto (l’interminabile ultima serata in favore del picco di share) e in cui la lievitazione dei partecipanti extra cerimoniale ha raggiunto il record storico: mai così tanti e oltre 100 in più rispetto allo scorso anno. Ma chi ha pagato?