L’attore lottava da dieci mesi contro la SLA. La famiglia: «È mancato circondato dall’amore della moglie e delle figlie»
La notizia è arrivata come un pugno allo stomaco per milioni di fan in tutto il mondo. Eric Dane, volto indimenticabile del dottor Mark Sloan in Grey’s Anatomy, è morto a 53 anni dopo una battaglia contro la sclerosi laterale amiotrofica. A confermarlo è stata la famiglia dell’attore in una dichiarazione rilasciata a People, che per prima ha diffuso la notizia della scomparsa.
Dieci mesi fa Dane aveva reso pubblica la diagnosi della malattia neurodegenerativa, trasformando la sua battaglia personale in un messaggio di consapevolezza e sostegno alla ricerca. La sua morte, avvenuta giovedì 19 febbraio, ha riacceso l’emozione attorno a una carriera che ha segnato profondamente la televisione degli ultimi vent’anni.
Eric Dane: dall’infanzia segnata dal lutto alla recitazione
Nato a San Francisco nel 1972, Eric Dane ha conosciuto molto presto il dolore. Il padre morì quando lui aveva solo sette anni, una ferita che l’attore ha raccontato più volte come determinante nella sua formazione umana. La recitazione arrivò quasi per caso durante il liceo, dopo un’esperienza teatrale che cambiò radicalmente il suo percorso.
Dopo il diploma si trasferì a Los Angeles con appena 40 dollari in tasca. Furono anni difficili, segnati da eccessi e incertezze, ma anche da una lenta costruzione professionale fatta di piccoli ruoli televisivi e tanta determinazione.
Il successo mondiale con Grey’s Anatomy
Prima della fama globale, Dane apparve in numerose serie cult degli anni Novanta e Duemila, fino alla svolta del 2006. L’ingresso in Grey’s Anatomy, inizialmente pensato come ruolo secondario, si trasformò in un fenomeno. Mark Sloan, ribattezzato “McSteamy”, conquistò il pubblico diventando uno dei personaggi più iconici della serie.
Sensuale, carismatico e tormentato, Sloan rese Eric Dane una star internazionale. L’attore lasciò la serie nel 2012, in un periodo complesso della sua vita personale e professionale, segnato anche da problemi di dipendenza che lui stesso ha raccontato con grande onestà negli anni successivi.
Eric Dane: tra cinema e ruoli più oscuri
Dopo Grey’s Anatomy, Dane cercò di allontanarsi dall’immagine del medico affascinante. Fu protagonista di The Last Ship e poi sorprese pubblico e critica con il ruolo di Cal Jacobs in Euphoria, personaggio cupo e disturbante che mostrò tutta la sua maturità attoriale.
Tra i suoi lavori cinematografici si ricordano Io & Marley, Appuntamento con l’amore e Burlesque, oltre a numerose produzioni televisive.
Vita privata e fragilità
Nel 2004 sposò l’attrice Rebecca Gayheart, dalla quale ebbe due figlie, Billie e Georgia. Il loro rapporto attraversò crisi pubbliche, scandali e una separazione poi rientrata, ma rimase un legame centrale nella vita dell’attore. Dane parlò apertamente di depressione e dipendenze, affrontando anche un percorso di riabilitazione.
La malattia e l’addio
Nel comunicato diffuso da People, la famiglia ha annunciato che Eric Dane «è mancato giovedì pomeriggio dopo una coraggiosa battaglia contro la SLA» e che ha trascorso gli ultimi giorni «circondato da cari amici, dalla sua devota moglie e dalle sue due splendide figlie, il centro del suo mondo».
Durante la malattia, l’attore era diventato un sostenitore attivo della sensibilizzazione sulla SLA, deciso a usare la propria visibilità per aiutare altri pazienti e le loro famiglie. «Eric adorava i suoi fan ed è per sempre grato per l’ondata di amore e sostegno ricevuta», si legge ancora nella nota, che chiede rispetto per la privacy in questo momento di dolore.
Eric Dane… con la sua scomparsa se ne va non solo un attore amatissimo, ma un uomo che ha vissuto successi, cadute e rinascite sotto gli occhi di tutti, lasciando un segno profondo nella cultura pop e nel cuore di milioni di spettatori.

