È di Acireale ma ha la Turris nel cuore. Rosario da anni viaggia al seguito dei corallini

È nato e cresciuto ad Acireale. Come suo padre e suo nonno. Come tutta la sua famiglia. La sua fede calcistica va però ben oltre i confini della sua amata Sicilia. Rosario tifa Turris. Da quando era bambino.

Una passione che lo ha portato a seguire la squadra corallina prima nei campi siciliani, poi in quelli calabresi, fino a Tricase, Avellino e Lanciano, passando ovviamente per Torre del Greco.

Appassionato di calcio fin da piccolo, Rosario ha scoperto la Turris dai giornali. Era affascinato da nome e marchio. Poi il rosso, il suo colore preferito, che si abbinava alla perfezione al trasporto che provava per quella squadra, che ogni lunedì cercava sui maggiori quotidiani sportivi per verificarne risultato e classifica.

“Amavo il calcio già da piccolo – spiega – come tutti i bimbi. Per puro caso ho scoperto la Turris. Non so di preciso cosa mi abbia conquistato. Mi piacevano il nome ed il marchio, ma c’è stato dell’altro. Una sorta di attrazione incredibile. Ricordo ancora com’ero felice quando mi ritrovavo tra le mani la figurina dello stemma. Trovo meravigliosa la nostra “T”. Ho cominciato a seguire i risultati attraverso i giornali e di settimana in settimana mi ci sono legato sempre di più. A fine anni ’80 ho assistito alle prime partite contro l’Acireale. Prima al Tupparello e poi a Catania, dal momento che l’Acireale aveva il campo squalificato. Nel 1995 – dopo qualche settimana partii per il servizio militare – mi feci accompagnare da mio padre a Siracusa. Sapevo sarebbe stata dura. Loro lottavano per il vertice e noi per la salvezza, ed infatti ne prendemmo due”.

Nel 2005 la svolta. Rosario si presenta ad un gruppo di temerari che raggiungono Alcamo e per la prima volta segue la Turris dal settore ospiti. “Erano 7/8 ragazzi. Inizialmente ero quasi timoroso, non sapevo come avrebbero preso la mia presenza, poi ho deciso di avvicinarli. Abbiamo cominciato a chiacchierare e subito è nata una buona sintonia. Ho tifato con loro per tutta la gara. Non so come spiegarlo, ma quando sono insieme ai tifosi della Turris è come se mi sentissi uno di loro, come se venissi anche io da Torre del Greco. Quell’anno sono stato anche, ma non solo, ad Adrano e Vibo Valentia. Diciamo che quando la Turris è in Sicilia ed in Calabria, raramente me la perdo. Proprio in occasione di una delle gare disputate in Sicilia ho conosciuto un ragazzo di Torre del Greco ormai trapiantato a Giarre. Siamo diventati amici e con lui sono stato anche a Torre in diverse circostanze”.

Ha sostenuto anche delle vere e proprie traversate, come quella di Tricase. “Che gara sciagurata. Che amarezza. Ricordo ancora il groppone che sentivo durante l’interminabile viaggio di ritorno”. Di chilometri ne ha macinati. Rosario era presente anche a Lanciano, in occasione della finale di Coppa Italia contro il Perugia.

“L’emozione più forte al Liguori l’ho vissuta nella semifinale play-off contro il San Donà Jesolo. Lo stadio era pieno, il tifo incredibile. Uno spettacolo”.

In cima ai suoi ricordi, i play-off vinti nel 1997. “Ero presente a Catania. Loro, in 25mila, credevano di sbranarci, ma avevano commesso un grave errore di valutazione. I leoni eravamo noi. Quella squadra nessuno l’avrebbe mai messa sotto. Poi la finale di Avellino contro il Benevento. Ovviamente c’ero. Arrivai a Napoli in treno, poi presi il pullman per Avellino. Che gioia incredibile provai. Un sogno che si realizza”.

Ha conservato tutti i biglietti delle sue presenze al seguito della Turris. Come si trattasse di cimeli.

Domenica scorsa Rosario era presente a Barcellona Pozzo di Gotto. “Il primo tempo non mi è piaciuto, eravamo in evidente difficoltà. Nel secondo per fortuna ci siamo svegliati, rischiando addirittura di vincerla. Diciamo che alla fine il pari è il risultato più giusto. Ci sarà da lottare in questo campionato. Speriamo di riuscire a spuntarla”.

Elenca nomi importanti quando gli si chiede dei suoi calciatori preferiti nella storia corallina. “In assoluto Strino, Vivarini e Fida. Tra quelli che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo, invece, come non ricordare Rizzioli, autore a Messina di un fantastico gol da metà campo. Ovviamente io ero presente. Poi Barrucci e Sassanelli, tra i protagonisti della promozione in C1”.

Il fratello di Rosario è tifoso dell’Acireale, gemellato con il Savoia. “Come viviamo in famiglia questa rivalità? In maniera assolutamente serena. Non siamo esagitati. E comunque a me fa piacere quando l’Acireale vince, è pur sempre la squadra della mia città”.

Viaggerà ancora al seguito dei colori che ama, Rosario. “Quest’anno per fortuna la Turris è di nuovo nel girone calabro-siciliano. Ci mancava da un bel po’. Ho voglia di tifare ed esultare insieme a tutti i corallini”.