E-commerce natalizio: sfatare i falsi miti dell’accesso. Con l’arrivo di dicembre, la corsa ai regali di Natale raggiunge il suo picco in Italia, sia nei negozi fisici che online. Tuttavia, dietro l’entusiasmo dello shopping digitale, si nasconde un problema spesso trascurato: molti utenti non riescono a completare i loro acquisti perché i siti web non sono accessibili. In questo contesto, garantire un e-commerce inclusivo diventa fondamentale, non solo per rispettare la normativa, ma anche per ampliare il mercato e migliorare l’esperienza di tutti gli utenti.
I falsi miti sull’accessibilità digitale
La scale-up europea Eye-Able Italia ha identificato cinque falsi miti che ostacolano l’e-commerce inclusivo, evidenziando come l’accessibilità sia molto più di un semplice “widget” visibile agli utenti.
1. “Ho il widget di accessibilità, quindi sono a posto”
Molti credono che aggiungere un widget risolva automaticamente i problemi di accessibilità. In realtà, il widget migliora solo l’esperienza superficiale, senza correggere il codice o creare testi alternativi per immagini e contenuti multimediali. Per un sito davvero accessibile, servono interventi tecnici “dietro le quinte”.
2. “L’accessibilità riguarda solo le persone con disabilità”
Un sito accessibile aiuta tutti: dagli utenti senior a chi naviga da smartphone, passando per chi ha un infortunio temporaneo o vive in zone con connessione lenta. Rendere il web più leggibile, veloce e intuitivo non è un lusso, ma un valore trasversale.
3. “La mia azienda non è coinvolta”
Secondo l’EAA (European Accessibility Act), qualsiasi azienda che offre prodotti o servizi digitali nel mercato europeo deve rispettare le norme di accessibilità. Microimprese esclusi, ma la normativa incoraggia comunque un percorso inclusivo. Servizi bancari, e-commerce, trasporti, streaming e persino ATM rientrano nell’obbligo normativo.
4. “Adeguarsi è troppo costoso e complesso”
Adeguare un sito web non deve essere visto come un costo, ma come un investimento strategico. Ignorare l’accessibilità può comportare sanzioni fino al 5% del fatturato e blocchi temporanei dei servizi. Un sito progettato “accessibility by design” riduce tempi e costi di manutenzione e migliora la reputazione aziendale.
5. “Una volta fatto, non devo più pensarci”
L’accessibilità non è un’azione da compiere una volta per tutte. Ogni aggiornamento o modifica del sito può introdurre nuove barriere, per cui serve monitoraggio costante, formazione interna e una cultura aziendale orientata all’inclusione.
E-commerce natalizio: l’accessibilità digitale è una responsabilità e un’opportunità
Come sottolinea Lorenzo Scumaci, CEO di Eye-Able Italia, “Garantire l’accessibilità non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità sociale e una grande opportunità di business”. Sfatare i falsi miti è il primo passo per costruire un ecosistema digitale aperto a tutti, dove utenti di tutte le età e abilità possano navigare e acquistare senza barriere.
Investire nell’accessibilità significa quindi ampliare il bacino di clienti, ridurre rischi legali e migliorare l’esperienza d’acquisto, rendendo lo shopping natalizio online davvero inclusivo per milioni di italiani.

