Due leghisti votano contro il Governo: problemi da Destra per la Meloni

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Il centrodestra trova la sintesi sulla politica estera e sul sostegno all’Ucraina, ma non senza crepe interne. Alla Camera la risoluzione della maggioranza sull’invio di aiuti a Kiev passa con un ampio margine, mentre nella Lega emergono dissensi espliciti che riaccendono il dibattito interno al partito di Matteo Salvini.

Voto sull’Ucraina alla Camera: i numeri della risoluzione

Giovedì 15 gennaio l’Aula di Montecitorio ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto. Il testo impegna il governo a continuare il sostegno all’Ucraina in coordinamento con Nato, Unione europea e alleati internazionali, valorizzando anche gli aiuti civili. Nelle premesse resta il riferimento al supporto militare, pur evitando il termine nella parte dispositiva.

La risoluzione è stata approvata con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti. Il centrodestra ha mostrato compattezza sul piano formale, ma proprio all’interno della Lega si è consumata una spaccatura evidente.

Lega divisa sull’Ucraina: assenti, missioni e due voti contrari

Nel gruppo leghista il voto ha messo in luce tensioni non nuove. Sette deputati risultavano assenti, altri otto in missione, mentre due parlamentari hanno votato apertamente contro la linea della maggioranza e del partito. Si tratta di Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, entrambi già noti per posizioni critiche sull’invio di armi a Kiev.

Il loro no ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla reale unità del centrodestra in politica internazionale e, in particolare, sulla posizione della Lega rispetto al conflitto in Ucraina.

Rossano Sasso e il no alle armi a Kiev

Rossano Sasso è deputato della Lega dal 2018 ed è stato sottosegretario all’Istruzione nel governo Draghi. Attualmente ricopre il ruolo di capogruppo del Carroccio in commissione Cultura. Negli anni si è distinto per battaglie su scuola, famiglia e temi identitari.

Motivando il voto contrario, Sasso ha spiegato di aver agito secondo coscienza, sostenendo che l’invio di ulteriori armi e fondi a Kiev non risponderebbe all’interesse nazionale italiano. Secondo il deputato leghista, dopo anni di conflitto la strategia adottata non avrebbe prodotto risultati concreti sul piano della pace.

Edoardo Ziello e la critica alla strategia sull’Ucraina

Edoardo Ziello, eletto nel collegio di Pisa e in Parlamento dal 2018, siede in commissione Affari costituzionali. La sua attività si è concentrata soprattutto su sicurezza e ordine pubblico. Anche Ziello ha rivendicato il voto contrario come una scelta personale, legata alla convinzione che la linea seguita finora non stia portando a una soluzione del conflitto.

Secondo Ziello, al di là delle formule utilizzate nel testo della risoluzione, la sostanza del provvedimento resta invariata e continua a puntare sull’invio di armi, senza aprire reali prospettive di pace.

Sasso e Ziello verso Vannacci? Le indiscrezioni

Il voto contrario dei due deputati ha riacceso le voci su un possibile avvicinamento a Roberto Vannacci, generale ed ex candidato leghista, da tempo critico sull’invio di armi all’Ucraina. Proprio nelle ore precedenti al voto si è svolto un flash mob davanti a Montecitorio organizzato da ambienti vicini a Vannacci.

Secondo alcune ricostruzioni, Sasso e Ziello sarebbero stati visti nei pressi del sit-in, ma avrebbero evitato di apparire ufficialmente accanto ai manifestanti. Ziello ha smentito contatti politici con Vannacci, mentre Sasso non ha escluso una vicinanza di sensibilità, pur ribadendo di aver votato in autonomia.

Ucraina e centrodestra: unità formale, tensioni politiche

Il voto sulla risoluzione conferma la linea ufficiale del governo e della maggioranza sul sostegno all’Ucraina, ma mette in evidenza fratture interne alla Lega che potrebbero riemergere nei prossimi passaggi parlamentari. Il tema della guerra e dell’invio di armi resta uno dei più divisivi, non solo nell’opposizione ma anche all’interno del centrodestra, dove la compattezza appare più fragile di quanto i numeri d’Aula lascino intendere.