PAGANI – OPERAZIONE BORA – MAXI RETATA DEI CARABINIERI NELLA NOTTE

Risveglio all’alba per i cittadini di Pagani a causa delle sirene delle forze dell’ordine che hanno risuonato per tutto il centro storico.
Una vasta operazione condotta in maniera congiunta dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore e della tenenza di Pagani agli ordini del tenente Simone Cannatelli ha portato all’arresto di una decina di persone.
Il blitz si è concentrato nel cuore del centro storico cittadino, in viale Trieste.
Impiegati per la retata decine di carabinieri, unità cinofile e un elicottero che ha controllato la situazione dall’alto.

AGGIORNAMENTO ORE 11:30 

Si è tenuta alle ore 10:00 presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore la conferenza stampa in cui i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, nelle persone del tenente Simone Cannatelli e del colonnello Rosario Di Gangi, coadiuvati dal Procuratore Capo Dott. Antonio Centore e dal pm Angelo Rubano, hanno raccontato i dettagli della vasta operazione che, in piana notte, ha permesso di sgominare una vera e propria organizzazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel cuore pulsante della città di Sant’Alfonso.

Le misure cautelari sono state emesse nei confronti di 13 persone (7 condotte in carcere, 3 ai domiciliari e 3 con obbligo di dimora), indagate per traffico di sostanze stupefacenti su provvedimento del gip di Nocera Inferiore. Segnalato alle autorità competenti (art.75 Testo Unico Stupefacenti) anche un folto numero di acquirenti, oltre 40, di estrazione sociale trasversale e differenziata.

“Si era venuto a creare uno schema ciclico, quasi fosse un take-away, con un punto di contatto tra il pusher, la vedetta e l’acquirente. Diversi i ruoli individuati all’interno dell’organizzazione criminale: chi prelevava la sostanza non era lo stesso che la consegnava all’acquirente. C’era la vedetta ed era presente l’organizzatore che si occupava della sicurezza dell’acquisto. Oltre 140 le cessioni di sostanza accertate. L’organizzazione aveva impostato un vero e proprio sistema lavorativo con turni di lavoro che spingevano al massimo gli introiti della piazza di spaccio” – il racconto del procuratore Centore.

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