Doppio omicidio, poi il suicidio finale a completare una mattinata di follia. Una strage, quella commessa da Gennaro Iovinella, 50enne di Frattaminore, che ha ucciso prima la moglie di 40 anni, Katia Perotta, poi ha soffocato il figlio di 3 anni, per poi impiccarsi nell’androne di un palazzo in via Liguori, a Frattaminore, dove viveva. Stando alle prime risultanze investigative, l’uomo pare fosse impegnato in una fase di separazione. Nessuna traccia o biglietto lasciato per spiegare le ragioni di quel suo triplo gesto estremo. A dare l’allarme alla polizia è stato un vicino di casa, che ha visto il corpo dell’uomo, la cui vista è stata possibile dalla circostanza che l’abitazione in questione rientra in un complesso di fabbricati con cortile in comune. All’origine dei dissapori, anche un problema di disoccupazione del capofamiglia, oltre a litigi nella coppia praticamente frequenti. L’arma usata da Iovinella per uccidere la moglie è un corpo contundente, si sospetta una statuetta. La donna è stata colpita alla testa. Il bimbo della coppia è stato ritrovato invece soffocato, forse con un cuscino, nel letto matrimoniale. L’uomo era disoccupato da due anni. Un mese fa, la donna si era recata in caserma dai carabinieri per “sfogarsi”, hanno detto alcuni conoscenti alle forze dell’ordine del commissariato di Frattamaggiore, sulla sua situazione familiare, ma non aveva presentato alcuna denuncia. L’uomo pare fosse anche in cura da mesi da uno psicoterapeuta.

