Don Prisco: la pasticceria più antica di Pagani, custode di gusto e tradizione dalla fine dell’ ‘800

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di Marco Visconti

Nel cuore pulsante di Pagani, lungo un’arteria cittadina che sa di memoria e sapori autentici, resiste immutata nel tempo la storica pasticceria e gelateria Don Prisco. Un locale che non è solo esercizio commerciale, ma vera e propria istituzione: un luogo fermo alla fine dell’ ‘800, come cristallizzato in una fotografia da dagherrotipo, che racconta attraverso i suoi profumi e sapori la storia di una città intera. Fondata alla fine del XIX secolo da don Prisco Tortora, la pasticceria è tra le più antiche del centro cittadino. A raccoglierne l’eredità e a custodirne con dedizione l’identità, è oggi la famiglia Crispo, nata da papà Giuseppe, giunta alla quarta generazione di pasticcieri: Raffaele, Francesco e Dario Crispo. Una tradizione che si è trasmessa direttamente all’interno del negozio, di mano in mano, da chi ha vissuto il laboratorio, respirato l’arte dolciaria e imparato a impastare anche l’amore per la qualità.

Da sinistra a destra: don Prisco Tortora e Giuseppe Crispo.

Nonostante qualche cambio di guardia tra i lavoratori, Don Prisco non ha mai cessato di produrre i suoi celebri dolci e gelati con ricette che risalgono all’epoca della fondazione. Ingredienti classici, lavorazione artigianale e uno spirito che non è mai cambiato. Tra tutti, il babà è il simbolo indiscusso della casa: talmente apprezzato da essere richiesto da clienti in tutta Italia, che lo spediscono ovunque. Un dolce che si distingue, forse, per quella lavorazione unica e diversa da ogni altra.

Babà di don Prisco.

Anche il gelato – prodotto con ingredienti naturali, senza conservanti, e preparato giorno per giorno – è un fiore all’occhiello del laboratorio. Pochi gusti, scelti con cura: crema, cioccolato, nocciola, caffè, cassata, pistacchio, zuppa inglese, limone e fragola. Il locale, di dimensioni ridotte, immortalato nel tempo, non permette grandi varietà, ma ogni gusto ha una sua personalità decisa, autentica, ricca di zuccheri e memoria. L’autenticità del gusto, è stata certificata anche da Gambero Rosso riconoscendo il gelato al gusto alla nocciola come miglior gelato del territorio.

Da sinistra a destra: tammorra tosello Gioacchino Moscariello e insegne gusti dei gelati e certificazione Gambero Rosso.

Infatti, la gelateria Don Prisco fa parte tra le gelaterie, in totale 14, che certifica il gelato alla nocciola come gusto autentico. Don Prisco non è solo un punto di riferimento gastronomico, ma è parte integrante delle tradizioni cittadine. Durante la Madonna delle galline, per esempio, la gelateria apre ogni anno per rispettare una consuetudine antica, tanto che “la gente vuole che Don Prisco apra proprio nel periodo della Madonna delle galline” raccontano i fratelli. Una coincidenza di nome e cuore che rafforza il legame con la comunità.Nel laboratorio lavorano fianco a fianco i fratelli Crispo. “Abbiamo imparato tutto da nostro padre, che è arrivato qui negli anni ’80”, raccontano. E il rispetto per le radici si vede anche nei gesti simbolici: una tammorra, dedicata ‘a Gioacchino Moscariello, padre fondatore della tammurriata paganese, è custodita tutto l’anno proprio all’interno del locale.

Da sinistra a destra: gelato alla zuppa inglese e antica gelateria.

Viene ritirata solo in occasione della festa per essere portata nei toselli e rianimare, con il suo suono, l’anima del popolo. Proprio in occasione della Madonna delle galline, nascerà anche una collaborazione con il vicino Zen Burger, faro commerciale nel buio serale della settimana, creando un ponte tra tradizione e nuove generazioni, tra gusto antico del dolce e contemporaneità del salato.