Diventa virale la foto dei palloni recuperati sul tetto della Chiesa smarriti nel corso di decenni

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Foto da ''Se di Ascoli Piceno se...''

Sicuramente leggendo quest’articolo vi viene una lacrimuccia, e chissà in quanti si rivedranno in questa bella storia.

E’ successo ad Ascoli Piceno, ieri mattina quando durante la pulizia straordinaria del tetto della chiesa di San Tommaso Apostolo, nell’omonima piazza, alcuni operai hanno fatto una bella scoperta.

A venir giù dal tetto, diversi e decine di palloni appartenute a varie epoche, come testimonia il loro stato e anche alcune caratteristiche particolari.

Tra i valori palloni recuperati, infatti, spunta un vecchio Tango, il modello ideato appositamente per i Mondiali di Argentina ’78 e poi divenuto un ‘must’ anche per tutte le generazioni successive.

I lavori eseguiti in vista del restauro dell’edificio, danneggiato dal violento terremoto del 2016, ha restituito i palloni che erano finiti lì sopra.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

Quei bambini trascorrevano interi pomeriggi a giocare per le strade e nei cortili non avevano videogiochi, computer o cellulari come accadeva un po’ ovunque.

Bastava un sorriso stampato in faccia e la voglia di correre, di sfidare amici e altri che arrivavano da ogni zona della città, erano tempi in cui bastava inseguire un pallone per sognare. 

A questa notizia non mancano i commenti anche dell’ l’assessore allo sport del Comune di Ascoli Piceno ” Quei palloni sono la testimonianza di un calcio che si giocava nelle piazzette italiane, nei campetti delle parrocchie, dove bambini e ragazzi si incontravano per tirare calci sognando di diventare un campione: e molti ci sono davvero riusciti a coronare questo desiderio”.

Un’immagine che vale più di mille parole. Le partite tra amici nei parchi e giardini, i palleggi nelle ruette e i dribbling per evitare i passanti. Quei palloni così sporchi e ormai sgonfi sono il ricordo di un bellissimo passato che ci ha restituito la chiesa di Piazza San Tommaso sono un tuffo al cuore, un’istantanea di un passato che non esiste più, quando bambini e ragazzini giocavano spensierati per le strade e negli oratori in preda ad una sola paura: quella di far volare la palla chissà dove e non riuscire più a recuperarla.

Una tradizione che ripercorre la nostra memoria, quella che se il pallone era solo uno e finiva sui tetti, la partita finiva e continuava nel pomeriggio successivo con un altro pallone.