Divario Nord-Sud, la forbice si allarga: crollano le esportazioni della Campania

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mn24.it

La Campania torna al centro del dibattito economico nazionale, ma questa volta non per i record di crescita: nei primi sei mesi del 2025 le sue esportazioni hanno registrato una caduta del 15,5%, tra le peggiori performance in Italia. Un dato che segna una brusca inversione di tendenza per una regione che appena due anni fa veniva celebrata come locomotiva dell’export meridionale.

Tutto questo mentre nella giornata di ieri si è tenuto un vertice per stabilire i passaggi che daranno maggiori autonomie alle regioni settentrionali, acuendo ancora di più questa forbice.

Secondo l’ultimo report Istat, mentre il Centro Italia guida la ripresa con un +10,7% su base annua e il Lazio vola a +17,4%, il Sud arranca: -6,6% nel complesso, con Campania, Sardegna (-17,3%) e Sicilia (-11,2%) tra le aree più penalizzate.

Un arretramento che pesa non solo sul tessuto produttivo regionale, ma sull’intera bilancia commerciale del Mezzogiorno, contribuendo ad allargare ulteriormente la forbice con il resto del Paese.

Dalla crescita record al tracollo

Eppure, il quadro non era sempre stato così cupo. Nel primo semestre del 2023 la Campania aveva fatto registrare 10,3 miliardi di euro di export, crescendo del 25,7%, ben oltre la media nazionale. In quel periodo i settori trainanti – agroalimentare, farmaceutica e mezzi di trasporto – rappresentavano un modello di resilienza e proiezione internazionale, sostenuti anche dal tessile, dall’abbigliamento e dalle apparecchiature elettriche.

Oggi, invece, la situazione si è ribaltata: l’automotive è in forte sofferenza sui mercati esteri, l’agroalimentare subisce gli effetti dei dazi e delle oscillazioni valutarie, e persino il comparto farmaceutico non riesce a compensare le perdite.