Distretto Nocera – Gragnano: la procura indaga su 2 incarichi

Perquisiti gli uffici di Roccapiemonte e del Comune

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Il Distretto Industriale Nocera Inferiore-Gragnano al centro di un’inchiesta della Procura. Nella giornata di ieri, oltre ad uffici regionali e provinciali, i carabinieri della polizia giudiziaria hanno perquisito anche quelli del distretto con sede a Roccapiemonte, insieme allo stesso Comune. L’indagine vede indagate quattro persone, tra le quali l’attuale presidente “pro tempore” Aniello Pietro Torino, accusato insieme ad altri 3 ex dipendenti di abuso d’ufficio in concorso. Nel mirino l’assunzione ed un incarico nei riguardi di due dipendenti presso l’ente nel 2011. La prima, per un importo complessivo di 6.611 euro, mentre l’incarico con retribuzione di 952 euro. Secondo la procura, l’assunzione avrebbe violato i «principi di buon andamento e di imparzialità» che regolano le leggi sui Distretti Industriali. Nello specifico, l’articolo 36 della legge 317 del 1991. Il dipendente in questione, anch’egli indagato, avrebbe percepito una retribuzione «ingiusta», ben «consapevole dell’assenza di qualsivoglia attività lavorativa». Stesso discorso per l’incarico. I coinvolti, presidente compreso, non avrebbero mai verificato la presenza in servizio del dipendente, né tantomeno avrebbero accertato lo svolgimento del lavoro o altre attività dell’uomo, un 35enne di Angri, nell’interesse dell’Ente. L’indagine è condotta dal pm Giuseppe Cacciapuoti e ha visto, ieri, l’impiego di almeno una trentina di carabinieri. Al centro dei riscontri, l’ente fondato dalla Regione Campania alla fine degli anni 90, che ha tra gli obiettivi la valorizzazione del territorio agroindustriale distrettuale, in un’area che abbraccia 20 comuni, di cui 16 in provincia di Salerno. Tra le persone attenzionate anche il presidente Aniello Pietro Torino, fratello del consigliere comunale Gerarda, a sua volta coinvolta nell’indagine della procura di Napoli su di un presunto comitato d’affari che vedrebbe nel giudice Mario Pagano l’artefice ipotetico di una serie di sentenze “condizionate” in cambio di regalie e favori. L’indagine attuale prende forma da una causa di lavoro fatta da alcuni dipendenti del Distretto, dalla quale la procura stralciò le posizioni per procedere sul filone attuale.