L’inchiesta si allarga sensibilmente: diventano 25 gli indagati per il disastro dello scorso giovedì santo
Tra i nomi coinvolti nell’inchiesta per il tragico incidente della Funivia del Faito, dove trovarono la morte 4 persone, ora spunta anche il presidente e ad dell’EAV, Umberto De Gregorio. Si tratta, è bene specificarlo, di un atto dovuto in vista del conferimento dell’incarico al consulente tecnico che dovrà accertare le cause dell’incidente ma che definisce con maggiore chiarezza i contorni dell’indagine, coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
L’accusa ipotizzata è disastro colposo e omicidio colposo. Ma per 14 dei 25 indagati (Pasquale Di Pace, Giuseppe Esposito, Massimo Amitrano, Alfredo Ciliberti, Salvatore Cirillo, Aniello Colucci, Giovanni De Simone, Domenico Donnarumma, Luca Fontana, Antonio Gargiulo, Enrico Mirolla, Giovanni Pisacane, Francesco Esposito e Pasquale Gravina) si aggiunge anche l’accusa di falso ideologico, per aver attestato l’assenza di criticità nell’impianto, consentendone così la riapertura al pubblico lo scorso 10 aprile, appena una settimana prima della tragedia.
Oltre ai dirigenti già inizialmente iscritti nel registro degli indagati – Pasquale Sposito, direttore operativo; Pasquale Di Pace, caposervizio; Marco Imparato, direttore di esercizio; e Giancarlo Gattuso, dirigente infrastrutture – ora l’inchiesta coinvolge anche:
- Roman Parth e Franz Parth, tecnici della ditta omonima che aveva effettuato lavori di rifacimento alle teste fuse nel gennaio 2024;
- Boris Susic, tecnico della ditta Seis, incaricata dei controlli alle funi nel febbraio 2025;
- Pierfrancesco Cappellari, amministratore della Lamet, responsabile delle prove di frenata a marzo;
- Franco Zaccagnini e i rappresentanti della Sacmif, Andrea e Luca Lallini, coinvolti nei controlli tecnici;
- 11 dipendenti EAV che si sarebbero occupati di verifiche e manutenzioni ordinarie;
- Francesco Esposito e Pasquale Gravina, ingegneri dell’agenzia nazionale Ansfisa, che parteciparono all’ispezione annuale dell’impianto dal 24 marzo al 2 aprile 2025.
Tutti i 25 indagati potranno replicare nei successivi passaggi del procedimento a quello che, allo stato, non rappresenta un’affermazione di responsabilità ma solo uno spettro investigativo.

