Diretta social per deridere un uomo fragile: video shock girato da un 11enne a Napoli

0
4
mn24.it

Un uomo in evidente difficoltà viene deriso, seguito e insultato durante una diretta social durata meno di due minuti. Il video, girato e pubblicato da un bambino di 11 anni, è diventato virale in poche ore ed è ora al centro di un’indagine dei Carabinieri a Napoli.

L’episodio è avvenuto nei pressi di un centro commerciale della città. Protagonisti un gruppo di ragazzini, tutti sotto i 12 anni, che notano un uomo tra i 60 e i 65 anni in condizioni psicofisiche alterate. Non è chiaro se l’uomo avesse problemi psichici, fosse ubriaco o sotto l’effetto di sostanze, ma appare subito vulnerabile e poco consapevole di ciò che accade intorno a lui.

La gogna in diretta davanti a decine di spettatori

Uno dei bambini impugna lo smartphone e avvia una diretta social. Da quel momento partono insulti, parolacce e risate. L’uomo continua a camminare senza reagire, mentre i minori lo seguono sempre più da vicino, parlano con lui e lo provocano. In un passaggio del video un raggio laser rosso viene puntato sulla sua schiena.

La scena si sposta nel parcheggio del centro commerciale. Attorno ci sono altre persone, ma nessuno interviene. La diretta prosegue fino all’ingresso dello shopping center, dove uno dei ragazzini lancia sulla testa dell’uomo dei fili di coriandoli raccolti da terra. Poco dopo il video si interrompe. Durata complessiva: un minuto e 50 secondi.

L’intervento dei carabinieri e la segnalazione ai servizi sociali

Il filmato viene intercettato dai carabinieri durante le attività di monitoraggio dei social network. Il profilo da cui è stato pubblicato risulta facilmente individuabile. L’autore della diretta ha 11 anni e vive nel quartiere di Secondigliano.

I militari identificano il nucleo familiare del minore. Trattandosi di un bambino non imputabile, la vicenda viene segnalata alla Procura di Napoli, alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali, che ora valuteranno il contesto familiare e educativo.

Un caso che riapre il tema della violenza online tra minori

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il fenomeno della gogna social e dell’uso distorto dei telefoni da parte dei più giovani. Una violenza senza contatto fisico, ma non per questo meno grave, consumata davanti a una telecamera e amplificata dalla rete, con una vittima fragile e incapace di difendersi.

Un minuto e cinquanta secondi bastano per trasformare una derisione in un caso giudiziario e sociale, lasciando aperti interrogativi profondi sul ruolo degli adulti, sull’educazione digitale e sull’indifferenza di chi assiste senza intervenire.