Dipendente Gori viola il domicilio, per il giudice non c’è reato

Fa discutere la decisione del gip del tribunale di Nocera Inferiore, che settimane fa ha prosciolto dall’accusa di violazione di domicilio un dipendente . "Si rischia di creare un precedente pericoloso"

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Entrò “furtivamente” in casa di un avvocato per leggergli il contatore, ma il giudice lo proscioglie per la «tenuità del fatto». Potrebbe far discutere la decisione del gip del tribunale di Nocera Inferiore, che settimane fa ha prosciolto dall’accusa di violazione di domicilio un dipendente della Gori. La “vittima” è un cittadino di Pagani, che mesi fa ricevette una comunicazione dalla società idrica sul pagamento di una bolletta, generata dalla lettura del suo contatore. Ad insospettirlo fu tuttavia la data: quel giorno né lui né la moglie si trovavano in casa. E così, andò dai carabinieri a denunciare quel dipendente. La faccenda giunse poi in procura, ma per finire archiviata, in quanto la violazione di domicilio risulta essere stata inserita, di recente, tra quei reati non necessariamente punibili (si tiene conto del comportamento dell’indagato insieme ad un’altra serie di fattori, ndr). Ma l’avvocato Giuseppe Buongiorno, che assisteva la persona che ha subito “l’intrusione”, si oppose con memoria difensiva.

Quel dipendente, prima di entrare in casa, avrebbe violato altri tre domicili. Davanti al pm, spiegò che l’avvocato era stato avvisato della circostanza che quel giorno sarebbe passato un incaricato della Gori per la lettura del contatore. In più, aggiunse che presso il domicilio lo avrebbero accompagnato i suoi vicini di casa. Nella memoria difensiva si lesse tutt’altro: «Il comportamento del dipendente non ha affatto dato un’immagine di legalità e sicurezza al mio assistito, che oltre a dover stare attento a truffatori e ladri, deve temere anche l’introduzione abusiva di un incaricato della società che gli eroga un servizio pubblico». Inoltre, non solo non sarebbe giunto alcun preavviso per posta, ma «cosa ancora più grave», i presunti coniugi che avrebbero fatto strada all’operatore, negarono ogni coinvolgimento. Proprio in ragione della presenza delle delimitazioni tra le quattro proprietà. La questione è approdata davanti al gip, che ha deciso per il proscioglimento dall’ accusa. E con la chiosa finale e “amara” dell’avvocato: «Si rischia di creare un precedente pericoloso, tanto da spingere chiunque a introdursi in casa d’altri, all’insaputa dei proprietari magari, e farla franca»

Nicola Sorrentino