Dino Zoff e 76 anni di gloria: un esempio per tutti

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Dino Zoff? Fu subito mito, fin dall’esordio in A nel 1959 con l’Udinese. Un vero numero 1, con divisa nera come si usava tempo fa per i portieri. La copertina del Time ne celebrò il record di imbattibilità. La foto di lui che alza la Coppa del Mondo nel 1982 da capitano della Nazionale invece dovrebbe figurare in tutte le aule scolastiche (Nanni Moretti in Bianca, al posto della foto del Presidente della Repubblica). Lui, in quei mondiali vissuti da quarantenne, fu costretto a fare da portavoce della squadra in silenzio stampa pur essendo il più silenzioso assieme all’amico di sempre Gaetano Scirea. Mito in campo, bravo in panchina, da allenatore vincente di una Juve non eccezionale, poi alla Lazio prima mister e quindi presidente, a seguire allenatore di una Nazionale che uscì a testa alta dall’Europeo (si dimise con dignità rispondendo alle critiche di Berlusconi), infine allenatore di una Fiorentina da salvare. Anni 76 oggi, celebrato a Roma, a Torino sponda Juve ma anche a Napoli: vi giocò cinque anni alla grande con Sivori, Altafini e Iuliano e trovo lì Anna, l’amore della sua vita che gli ha dato Marco. Auguri, Mito.