Mentre qualcuno s’aggetta a padreterno – absit iniuria verbis – per fortuna l’intervallo di Castel San Giorgio, nel gabbiotto vetrato del Sessa, ci restituisce un calcio vero e genuino. Nasconde il cranio rasato sotto il cappellino, mentre esibisce i tanti tatuaggi, Giggetto Serrapede. Ero un ciuccio in campo.Alle sue parole, scoppia a ridere il sottoscritto, che spesso ne ha narrato le avventure calcistiche a distanza. Oggi ha 52 anni e gioca ancora, nell’Intersociale a Napoli, fino a due anni fa s’è fatto rispettare nella nostrana Terza Categoria. Altro che ciuccio, è uno che al calcio minore ha dato non tanto ma tantissimo. Vicino a lui, c’è Innocenzo Natiello, padre di Peppe, centrocampista del Castel San Giorgio costretto ad un mese e mezzo di stop. Innocenzo allenò un Campagna che in molti ricordano ancora. Qualche gradino sotto c’è un signor presidente, Francesco Tavassi, l’uomo che vuole portare in D il paese di Benvenuti al Sud. Lo accompagna un altro ex bomber, il suo diesse, l’essenziale e competente Alberico Guariglia. Ma il futuro nel gabbiotto ha un volto, anzi due, quelli di Esposito e Avino del Castel San Giorgio, ragazzini emergenti. E poi c’è chi riassume tutto il calcio minuto per minuto, anno per anno. Alfonso Romano Monvino, che ci ricorda gli anni vissuti a Pescara da magazziniere con tanti allenatori ma soprattutto con lui, il grande boemo Zeman, che gli mandava a comprare una stecca di MS ogni due giorni. Nel settore ospiti, invece, c’è il mister squalificato. Un signor bomber, un Egidio mai sciagurato, naturalmente Pirozzi, per la serie i bomber di una volta te li ritrovi sempre e comunque.
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