Depuratore, il sindaco di Solofra Vignola fa notare i ritardi

“La Regione ha assunto impegni cinque anni fa sul potenziameto e la rifunzionalizzazione dell’impianto che doveva essere biologico come quello di Santa Croce sull’Arno (oggi abbiamo un impianto chimico- fisico parzialmente biologico) per fare in modo che a Solofra si completasse il ciclo senza dover andare al collettore di Mercato San Severino. Diciamo che la Regione è stata costretta a stanziare i fondi dopo il sequestro preventivo operato dai Noe ben due anni fa per le molestie olfattive che l’impianto provoca. In due anni abbiamo rischiato che l’impianto fosse chiuso per questi enormi ritardi”.

Ma il depuratore è solo una della questioni aperte sul territorio che necessitano di una maggiore attenzione da parte dei livelli istituzionali regionali. Secondo Vignola si sta mancando quello che dovrebbe essere un obiettivo cruciale per il rilancio delle aree produttive.

“Noi abbiamo fatto la nostra parte . Ho fortemente voluto l’aggregazione dei comuni a valle di Solofra, a prescindere dai confini polici, perché credo che l’ area di sviluppo Alto Sarno – Valle dell’Irno sia strategica.Pensiamo alla vocazione industriale di Solofra che per la sua posizione può rappresnetare un avamposto nel corridoio tra Tirreno e Adriatico in una logica integrata con le vocazioni dei comuni vicini (agroalimentare, logistica e università). Su questo siamo rimasti soli. Bisogna invece immaginare un contratto di programma che tenga tutto insieme”.