“Chiedo perdono anche se per quello che ho fatto non c’è perdono”. Ha di nuovo ammesso le sue responsabilità, oggi, nell’aula 117 della Corte di Assise di Napoli, Alfredo Galasso, 31 anni, reo confesso dell’omicidio di Lello Perinelli, il 21enne assassinato con una coltellata al petto, davanti a un circolo ricreativo di Miano, a Napoli, il 6 ottobre del 2018. Galasso è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi: si costituì, quattro ore dopo l’uccisione di Lello, ex calciatore della Turris e del Gragnano, che malgrado fosse figlio di un uomosinato quando era piccolissimo, come ha nuovamente sottolineato la madre, Adelaide Porzio “aveva imboccato una strada diversa da quella del padre, quella della legalità”.

