Delitto di Garlasco, nuovi elementi contro Sempio

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COMBO Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi

Il Dna ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe solo l’ultimo tassello dell’indagine condotta dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio. Un elenco di elementi che gli inquirenti stanno mettendo in fila: dall’impronta 33 sul muro delle scale della villetta di Garlasco alle telefonate anomale fatte a casa Poggi nei giorni precedenti all’omicidio, fino all’ormai noto scontrino del parcheggio di Vigevano.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche l’inchiesta della Procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari, che vede indagato l’ex magistrato Mario Venditti: secondo l’ipotesi d’accusa, avrebbe accettato denaro per scagionare Sempio nel 2017.

Gli sviluppi dell’indagine

Quella attuale è la seconda indagine in otto anni a carico di Sempio. «C’è un certo accanimento, spero in buona fede», ha dichiarato il 37enne, che racconta di vivere in una condizione di isolamento forzato: «Sono tornato nella cameretta in cui stavo una volta, chiuso lì. È come essere ai domiciliari».
Indagato per omicidio in concorso con Alberto Stasi – unico condannato in via definitiva per il delitto – Sempio continua a ribadire la propria innocenza.

Il gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha disposto un incidente probatorio, per il quale le parti sono state convocate nuovamente il 18 dicembre. La Procura ritiene però di avere già elementi sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio nella primavera 2025.

L’impronta sulle scale

Secondo il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, l’impronta repertata sulle scale che portano al seminterrato della villetta sarebbe stata lasciata dal palmo destro di Sempio, grazie alla corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche.
Nonostante ciò, l’impronta è rimasta fuori dall’incidente probatorio, ma per l’accusa resta una prova significativa.

Le telefonate prima del delitto

Tra gli elementi contestati ci sono anche le tre telefonate tra il 7 e l’8 agosto 2007, quando Chiara era sola in casa. Per gli investigatori, Sempio sapeva che l’amico Marco Poggi era partito in vacanza con la famiglia, nonostante abbia sempre sostenuto il contrario.
L’indagato ha spiegato che quelle chiamate furono fatte «per chiedere se ci fosse Marco».

Lo scontrino del parcheggio di Vigevano

Resta controverso anche lo scontrino del parcheggio di Vigevano del 13 agosto 2007, consegnato un anno dopo ai carabinieri e considerato dagli inquirenti “sospetto”, quasi un tentativo di costruirsi un alibi. Un testimone avrebbe riferito che «non è suo», presentandosi spontaneamente ai carabinieri di via Moscova a Milano.
«Anche se fosse un alibi – ha sottolineato il nuovo legale di Sempio, l’avvocato Liborio Cataliotti – si tratterebbe di un indizio, non di una prova».

Le indagini proseguono.