“You are wonderul” le confessò commosso Charlie Chaplin dopo averla vista per la prima volta.
È vissuta volando ma di sé diceva orgogliosa: “Sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici”.
Carla Fracci è morta a Milano a 84 anni per un brutto male che l’aveva colpita già da tempo e che aveva vissuto con coraggio e strettissimo riserbo.
La giovane Carla, da allieva, mal tollerava l’ambiente rigido e i continui rimproveri della maestra che la considerava dotata ma svogliata. Dopo essersi affermata come ballerina solista, dalla fine degli Anni Cinquanta la Fracci danza con molte compagnie internazionali come il London Festival Ballet, il Sadler’s Wells Ballet (Royal Ballet), lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet.
Il suo talento cristallino conquistò i teatri più importanti del mondo fino ad essere eletta nel 1981 “prima ballerina assoluta” dal New York Times come scrive tgcom24.
Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, mentre dal 1996 al 1997 il corpo di ballo dell’Arena di Verona. A partire dal 2000 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, ruolo che conserverà per dieci anni.
L’étoile legata indissolubilmente alla Scala di Milano nella sua lunga carriera ha portato il suo elegante talento sui palchi di tutto il mondo.
Membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Inoltre dal 2009 al 2014 è stata Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze. Il 19 settembre 2020 ha ricevuto il premio alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.
Le tue scarpette restano eterne. Grazie, Carla, che la terra ti sia lieve.

