Ammissioni, seppur parziali, ma anche la volontà di difendersi da quanto contestato. Si sono svolti ieri mattina gli interrogatori dei dieci dipendenti comunali sospesi dal proprio posto di lavoro e indagati per truffa ai danni dello Stato dalla procura di Nocera Inferiore. Davanti al gip Paolo Valiante e assistiti dagli avvocati difensori, i comunali hanno fornito le proprie spiegazioni, a seconda dei ruoli e delle accuse mosse. Tre di questi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre per altri tre vi è stata un’ammissione, ma con una riduzione delle responsabilità, sugli addebiti contestati dal procuratore reggente Amedeo Sessa, titolare dell’indagine. C’è chi ha spiegato di non essere tenuto a utilizzare il badge a chi invece si trovava in tribunale per testimoniare. Al giudice qualche dipendente ha spiegato invece di essersi trovato alle poste, mentre c’è chi ha invece respinto le accuse nei suoi riguardi. Solo qualcuno avrebbe invece fatto richiesta di tornare al posto di lavoro, con tanto di istanza. A riguardo, servirà il parere della procura, poi successivamente quello dello stesso gip.
I dettagli
Lo staffista del sindaco, Giovanni Cozzolino, ha spiegato che rientrando appunto nella “squadra” del primo cittadino Pasquale Aliberti, non era tenuto ad attestare la sua presenza. Aspetto, quest’ultimo, sul quale si basa tutta l’attività investigativa. Non avendo ufficio, il lavoratore non era tenuto a quanto invece viene previsto per la figura del dipendente comunale. I due vigili sospesi invece, il tenente Antonio Cavallaro (tre mesi la durata della sua sospensione) e Salvatore Vitiello, hanno fornito le loro precisazioni: nel primo caso, Cavallaro ha spiegato di aver trascorso tutta la mattina in tribunale a Nocera Inferiore per testimoniare, attaccando il turno solo nel pomeriggio. Si sarebbe fatto passare il bagde dal collega per l’occasione. Il secondo invece – sempre nell’arco delle contestazioni mosse – ha spiegato di aver effettuato un lavoro di controllo davanti alle scuole. Differente la situazione per due dei tre addetti al campo sportivo, Vincenzo Picardi e Salvatore Guida. Il badge che sarebbe stato lasciato sul posto, stando all’informativa della Finanza, serviva a segnalare la presenza nel momento in cui uno dei due si allontanava per prestare le cure al figlio, affetto da patologia e dunque bisognoso di assistenza costante. Parziale ammissione di responsabilità invece per Gerardo Aquino e Vincenzo Alfano, mentre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Gaetano Marino, autista comunale e guida del sindaco Aliberti, Bruno Giordano e Francesco Avino.
L’indagine ribattezzata “Mal Comune” è stata condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Scafati, agli ordini del comandante Nunzio Napolitano. Il risultato del lavoro coordinato dal procuratore reggente oggi a Nocera Inferiore, Amedeo Sessa, ha portato alla sospensione dal lavoro di 10 dipendenti comunali, accusati di andare a fare shopping, riparare la bici, passeggiare, far visita al santuario della Madonna di Pompei, effettuare soste al bar, traslochi e persino godersi incontri con amanti. Tutto questo durante l’orario di lavoro. L’indagine è durata all’incirca cinque mesi, ma non è ancora conclusa. Al vaglio delle fiamme gialle ci sono altre trenta posizioni. Tantissime le ore di lavoro falsamente attestate dai dipendenti, ma retribuite dall’Ente (il sindaco Aliberti ha dichiarato che il Comune è parte lesa) nonostante le attività non fossero state svolte a pieno. Stando alle accuse, alcuni degli indagati avrebbero agito anche in accordo tra loro, timbrando ognuno per l’altro e permettendo dunque a chi era poi finito nel mirino della magistratura, di giungere in ufficio in ritardo o di non presentarsi affatto sul posto di lavoro. I militari si sono avvalsi dell’uso di videoregistrazioni e telecamere nascoste, oltre ad un’attività di pedinamento, portando il gip ad emettere alla fine le dieci ordinanze.

