Dall’armadio dei sogni di Simona Molinari al Chiosco degli Olivetani: emozioni in jazz sotto le stelle di Nocera

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di Giorgia Valentini

Il duo Giammarco Volpe & Carmen Pierri, con la loro energia travolgente e il talento cristallino, ha introdotto la quinta serata del Nocera Jazz Festival, dando il via a un concerto indimenticabile.”Un armadio pieno di sogni, ricordi e musica” . Così Simona Molinari ha aperto il cuore – e la scena – al pubblico del Nocera Jazz Festival, trasformando il suggestivo Chiosco degli Olivetani in un luogo sospeso nel tempo, dove parole e note danzavano insieme.Con una voce raffinata che accarezza l’anima, Simona è salita sul palco con la naturalezza di chi sa raccontarsi senza filtri. Ha stregato tutti con uno spettacolo dinamico, a metà tra concerto e narrazione, ricco di citazioni e vibrazioni emotive. Simona ha spalancato il suo “armadio dei sogni”, uno spazio intimo e simbolico da cui ha estratto ricordi, storie e sogni in musica. “questa serata – ha detto – possa davvero diventare questo: un luogo in cui vibrare tutti insieme alla stessa frequenza, immaginando che qualcosa di bello possiamo farlo tutti insieme.”E il pubblico, attento e partecipe, ha risposto con emozione, lasciandosi trasportare da questo tempo speciale, quello che la stessa Molinari ha definito “Kairos”, il tempo denso e pieno di significato.

Tra jazz, poesia e grandi omaggi accompagnata da una band strepitosa – Claudio Filippini al pianoforte, Egidio Marchitelli alla chitarra, Nicola Di Camillo al basso elettrico e Fabio Colella alla batteria – Simona ha proposto i brani iconici del suo repertorio: Davanti al mare, La felicità, In cerca di te. Ma non solo. C’è stato spazio anche per omaggi raffinati a Ella Fitzgerald, Ennio Morricone, Mercedes Sosa e perfino Maradona.Un mix di cultura pop e grande musica d’autore, con arrangiamenti jazz/pop che hanno sorpreso e incantato.Tra i momenti più intensi della serata, una strepitosa Habanera cantata in cinese, che ha lasciato il pubblico senza fiato e l’omaggio a Lucio Dalla con Caruso, profondo e raffinato.La standing ovation finale è arrivata puntuale, rumorosa, meritata. Alla richiesta del bis, Simona e i suoi musicisti sono tornati sul palco senza esitazioni, regalando un’ultima ondata di emozioni al pubblico in visibilio.

Al termine del concerto, l’artista ha voluto restare ancora un po’ con il suo pubblico, rispondendo con sincerità e delicatezza ad alcune domande e non lesina di foto. Un momento informale, ma intenso, che ha aggiunto ulteriore calore a una serata già speciale. L’artista ci ha concesso un’intervista.

Simona, cosa ti ha spinto ad accettare l’invito?

Amo i festival che sanno valorizzare la musica jazz con passione e cura, e il Nocera Jazz Festival è uno di questi, ho subito immaginato la magia di cantare in luoghi suggestivi, sotto le stelle, con un pubblico caloroso”.

Sei nata a Napoli ma cresciuta all’Aquila: c’è un suono, un profumo, un’immagine dell’Abruzzo che ti porti sempre dentro?

“Il profumo delle montagne, l’immagine della natura e il suono del silenzio del tempo che si vive e che passa“.

Se la Campania fosse una melodia, che note avrebbe?

L’ MI, perché questa nota ha un suono, un calore e un colore che la rappresenta._C’è un sogno legato alla tua terra che ancora tieni nel cassetto? Magari un progetto musicale, un festival, un ritorno speciale?_Simona: Sono divisa tra l’Abruzzo e la Campania e sono molto legata ad entrambe. Probabilmente prima o poi farò un progetto legato alle mie terre, un argomento che mi è molto a cuore e che mi tocca nel profondo“.

Lasci Nocera con qualcosa in più?

Sì, la gratitudine. Per chi ha ascoltato, per chi ha organizzato, per chi ha reso questa serata così vera. Tornerò a casa con la valigia piena di note… e di sorrisi.Un concerto, sì, ma anche molto di più. Un’esperienza, un racconto, un abbraccio collettivo sotto le stelle di Nocera. Simona Molinari non ha solo suonato. Ha condiviso.E chi c’era, lo sa: questa sera l’armadio dei sogni si è davvero aperto. E tutti, per un attimo, ci siamo sentiti parte di qualcosa di speciale...”.