Dalla B alla D, la situazione delle squadre campane

Ben 18 squadre campane impegnate nei campionati dalla B alla D. Sei tra i professionisti, 12 invece nella massima divisione dilettantistica.

A conclusione dell’anno solare, è agrodolce il bilancio.

Fiore all’occhiello della Campania, il neopromosso Benevento, quarto tra i cadetti alle spalle di Hellas Verona, Frosinone e Spal.

Costretti invece nei bassifondi Salernitana ed Avellino. Roventi le polemiche innescatesi proprio all’esito del derby del Partenio-Lombardi, che ha visto i lupi biancoverdi imporsi sui granata.

Un fiume in piena il copresidente della salernitana, Claudio Lotito. Nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Bussola 24, Lotito ha puntato il dito – senza mezzi termini – contro alcuni componenti della rosa: “Mi dispiace, i risultati non sono purtroppo compatibili e consoni agli investimenti cospicui che abbiamo fatto. Bisogna far tesoro degli errori commessi nell’ultima partita che non ci è andata giù e assumere un atteggiamento di squadra completamente diverso. Urge un confronto, poi bisogna resettare, ricarburare e sostituire in organico le persone che non sono idonee. Chi vuol rimanere, deve capire che deve farlo mantenendo un certo atteggiamento, altrimenti chi non vuole può andarsene”.

In Lega Pro viaggia a passo deciso ed autoritario la Juve Stabia di Fontana. Vespe a braccetto con il Lecce, a soli due punti dalla capolista Matera.

In zona franca, invece, in corsa per un tranquilla salvezza, Casertana (dopo tre stagioni ad alti livelli) e Paganese.

In serie D, sulla scia delle prime della classe nei rispettivi gironi, Nocerina e Cavese. Molossi ed aquilotti, entrambi a -3 dalla vetta, si ritrovano ad inseguire le due rivelazioni dei gironi H ed I: Trastevere ed Igea Virtus. Sorprendente ma costante il rendimento di laziali e siciliani, che stanno ad oggi sovvertendo ogni pronostico, lasciandosi alle spalle compagini che hanno considerevolmente investito, sia nel mercato estivo che nella sessione dicembrina.

Note estremamente positive, la Gelbison (girone H) di mister Pepe – che viaggia a braccetto con la corazzata Gravina a -6 dalla vetta – ed il Pomigliano (girone I), che al giro di boa ha concluso al quinto posto.

Sta rispettando in pieno i programmi societari l’Herculaneum (solo in parte scosso dalla giustizia sportiva il campionato dei granata), in piena corsa per una tranquilla salvezza.

Hanno finora deluso Turris e Frattese. Magro il bottino raccolto da corallini e nerostellati a fronte degli ingenti investimenti operati (per la Turris una campagna acquisti invernale che ha praticamente ridisegnato organico ed assetto tattico).

Sfumati i buoni propositi del Gladiator, uscito fortemente ridimensionato dall’ultima sessione di mercato.

Si tengono ai margini della zona rossa del girone I Aversa e Gragnano, mentre appaiono complicate le posizioni di Agropoli e Sarnese, pericolosamente invischiati nei play-out.

“Troppe le componenti che incidono sul percorso di una squadra nel corso del campionato – spiega il diggì della Turris Vincenzo Calce – e per questo nemmeno ingenti investimenti sono di per sé garanzia di vittoria. La componente caratteriale è poi determinante. Entrare e far parte di un gruppo, di un progetto, vuole dire far proprio l’obiettivo che la società si è dato. Vuol dire perseguirlo al di là di ogni difficoltà. Insomma, ovvio che per vincere serva una certa disponibilità economica, ma quella è solo una delle componenti. Importante ma non determinante”.