Dal silenzio dei manicomi alla luce della storia: Nocera onora Marco Levi Bianchini

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di Giorgia Valentini

Venerdì 24 ottobre 2025, al Teatro degli Olivetani di Nocera Inferiore, si terrà la Giornata Studio dedicata a Marco Levi Bianchini (1875-1961): una vita straordinaria tra psichiatria, psicoanalisi, politica e letteratura; non è solo un tributo accademico, è un atto di giustizia storica, un’occasione per restituire dignità, voce e identità a chi, per troppo tempo, è rimasto sepolto nel silenzio dei manicomi.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Salute Mentale e Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca sulla Salute Mentale, ASL Salerno e dalla Fondazione Onlus CeRPS, con il patrocinio della Società Salernitana di Storia Patria, del Comune di Nocera Inferiore, del DIPSUM – Università di Salerno, dell’Archeoclub Nuceria Alfaterna e del Liceo Scientifico “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore.

Partecipa anche il Gruppo Biblioteca del Liceo “Nicola Sensale”, a testimoniare come la cultura possa ancora essere terreno fertile d’incontro tra generazioni. La giornata è aperta non solo agli operatori sanitari, ma anche al pubblico, segno di una volontà chiara: quella di riportare il dibattito sulla salute mentale e la memoria storica fuori dai laboratori, nelle mani dei cittadini. Saranno presenti anche i familiari di Levi Bianchini, Ludovica Fales e Giulia Stefanini, che porteranno una testimonianza viva e personale del loro illustre antenato.

Il professor Marco Levi Bianchini fu una figura complessa, controversa, brillante. Un intellettuale irrequieto che attraversò la psichiatria, la letteratura e la politica del suo tempo con lo sguardo di chi vede più in là. Fu il primo traduttore italiano di Sigmund Freud e di altri psicoanalisti, e dedicò la vita intera a diffondere e studiare la psicoanalisi nel nostro Paese. Ma il suo genio non si limitava al sapere medico: Bianchini costruì ponti tra discipline, idee e persone, fino a trasformare la sua casa di Pietraccetta (quartiere Piedimonte) in un vero cenacolo culturale, come ricorda il professor Ernesto Failla, sottolineando che “aveva raccolto una biblioteca privata ricca di oltre 12mila volumi”.

E non è un caso che Nocera Inferiore, la città dove diresse il manicomio “Vittorio Emanuele II”, torni oggi a celebrarlo., perché da lì, tra corridoi di dolore e genialità, nacque una visione che ancora ci interroga: la salute mentale come parte integrante della cultura e della dignità umana. Tra i protagonisti della giornata, spicca la presenza del dottor Gabriele Capone, dirigente della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, che da anni collabora con il DSM e i centri di ricerca locali per salvaguardare e diffondere il patrimonio dell’ex manicomio “Vittorio Emanuele II”. Grazie ai contributi della Soprintendenza, le cartelle cliniche di Materdomini e Monteoliveto sono state digitalizzate e inserite sulla piattaforma “Arcanamente”, nell’ambito del Progetto Nazionale “Carte da Legare” del Ministero della Cultura. Un lavoro minuzioso e coraggioso, che restituisce identità ai ricoverati di Nocera: persone che, dopo decenni di oblio, tornano a essere visibili e ascoltate.

Oggi quei nomi, quelle storie, quelle vite sospese tra scienza e dolore non sono più fantasmi, sono testimonianze, voci e memorie che ci ricordano chi siamo stati e, forse, chi potremmo ancora diventare. Un plauso al dirigente scolastico, professor Rosario Pesce, alla presidente del CeRPS, dottoressa Giuseppina Salomone, al dottor Gabriele Capone e ai suoi collaboratori, per aver dato nuovo respiro a un patrimonio che non è solo archivistico, ma profondamente umano. Perché, come avrebbe detto lo stesso Marco Levi Bianchini, “solo conoscendo il passato si può curare il futuro”. E a Nocera, quel futuro finalmente ha ritrovato la parola.