Dal mondo – Un pezzo di romanticismo

Dei viaggi in treno mi piacciono le persone che  che si stringono  in stazione.

Un cartellone che annuncia  l’arrivo di un treno, il fischio del capostazione conferma la  partenza. “Ti scrivo”, un saluto e un abbraccio . Forse l’ultimo.
Un treno in arrivo, un ragazzo sulla banchina e un sorriso. Lei. Gli occhi che si incontrano seguiti da un lungo abbraccio.
Hanno visto  più scene d’amore  le stazioni  che  i set cinematografici.
Gente che va, gente che viene, gente che corre. Amo le stazioni, raccontano milioni di storie. Film già visti o semplicemente immaginati. Un via vai di anime che si incontrano, si sfiorano, si incrociano, si parlano, si osservano.
L’attesa al binario 19l, l’ abbraccio,  il saluto quasi struggente , mentre il treno già fischia inesorabile.
Baci  sulla guance, un abbracio stretto  e forte tra la  gente  che passa.  E un cappello che vola via quasi a suggerire il distacco. Chi sorride pensando alla persona amata, chi non se ne accorge per i troppi pensieri che affollano la mente e chi, magari, fa finta di niente perchè non ci crede più all’amore. Ma gli altri  non lo sanno che in quell’  abbraccio c’è un promemoria pronto a ricordarti quanto  l’altro  ti mancherà.
Le ultime raccomandazioni e le promesse solenni, “chiamami quando arrivi”, il groppo in gola e l’altoparlante che invita i viaggiatori a salire. Il cuore che esplode e via. Ognuno per la sua strada.  Tra pensieri  e lacrime.