Di Alina Cescofra
Dal Nord al Sud Italia i b
ambini sono messaggeri di speranza.
Con l’hastag, #tuttoandràbene, il web è diventato un posto colorato e allegro.
Sono molteplici le fotografie di piccoli con bandiere, disegni e cartoncini che mostrano un arcobaleno, simbolo di speranza.
Anche le maestre hanno dato il compito da svolgere a casa e loro stesse, orgogliose ma tristi per la lontananza dai loro piccoli, mostrano i lavori.
In questi tempi bui i bambini rappresentano una luce.
E le reazioni sono diverse ma tutte dolcissime.
Come quella di Andrea, 5 anni di Como, che davanti all’impossibilità di incontrare la zia preferita le dice “prendi l’autobus e vieni a giocare con me”. Ed ha una sua teoria sul virus “il coronavirus è invisibile però si può prendere con le mani cosí non ci va in bocca e nei polmoni”.
Il fratellino Luigi, di 7 anni, è più pratico. “Sono stufo di questo coronavirus perché dobbiamo stare sempre in casa”.
Per Nathan, 4 anni di Rimini, il Coronavirus è un problema “perché non posso andare al McDonald”.
Il fratello maggiore invece, Daniele di 6 anni, è preoccupato perché gli mancano gli amici.
Palma di 9 anni ed Annabel di 7, due sorelline di Scafati, insieme alla loro mamma hanno colorato un lenzuolo bianco. Un vero invito all’Italia a reagire.
La piccola Sharon, di 6 anni di Boscoreale, ha tanta speranza. “Tutto andrà bene con l’aiuto di Gesù”.
Naturalmente, sono stati gli stessi genitori dei bambini piccoli a trasmetterci i pensieri dei piccoli (e autorizzarci alla pubblicazione delle foto). Tutti loro non si spiegano i tanti compiti a casa, perché fortunatamente la vivono come una sorta di vacanza, eppure si emozionano ascoltando i messaggi vocali delle loro maestre.
NB: Tutte le foto di questa gallery sono state autorizzate alla pubblicazione dai genitori dei bambini







