Dal 7 gennaio 2026, chi vorrà ammirare la Fontana di Trevi potrebbe dover pagare un ticket di due euro. L’ipotesi, allo studio dell’amministrazione comunale, prevede che i residenti romani continuino a entrare gratuitamente, mentre i turisti saranno chiamati a contribuire tramite pagamento anche con carta di credito.
Una misura per salvaguardare il monumento
L’idea nasce dalla necessità di tutelare la fontana più celebre della Capitale, presa d’assalto ogni anno da milioni di visitatori. Nei primi sei mesi del 2025, la Fontana di Trevi ha registrato oltre 5,3 milioni di ingressi, superando persino il Pantheon nello stesso periodo (4 milioni e 86mila visitatori). Per garantire sicurezza e fruizione sostenibile, già da un anno l’accesso è contingentato a un massimo di 400 persone contemporaneamente.
Due corsie distinte
L’amministrazione comunale sta valutando l’organizzazione di due percorsi separati: uno per i romani e uno per i turisti. Secondo stime riportate dal Corriere della Sera, il ticket potrebbe generare fino a 20 milioni di euro l’anno, risorse destinate a migliorare i servizi turistici e la manutenzione del sito.
Ipotesi ancora in fase di discussione
Fonti del Campidoglio precisano che, al momento, si tratta solo di un’ipotesi e non sono state fissate date né prese decisioni ufficiali. L’assessore al Turismo e grandi eventi, Alessandro Onorato, insieme all’amministrazione, sta valutando tutte le opzioni per conciliare tutela del patrimonio e fruizione dei visitatori.
L’obiettivo
L’introduzione di un ticket risponde a due esigenze principali: contenere l’afflusso dei turisti e generare fondi per la valorizzazione della Fontana di Trevi. L’esperimento potrebbe rappresentare un modello per la gestione sostenibile dei luoghi più iconici di Roma, tra tutela dei monumenti e nuove risorse per la città.

