Da Castellammare a Star Wars: Paolo D’Arco vince l’Emmy per gli effetti visivi di “Andor”

0
145

C’è un filo invisibile ma tenace che unisce Castellammare di Stabia all’universo stellare di Star Wars. Quel filo porta il nome di Paolo D’Arco, artista degli effetti visivi classe 1983, originario della provincia di Napoli e oggi fresco vincitore dell’Emmy Award per il suo lavoro sulla serie Andor, una delle produzioni più ambiziose mai realizzate da Lucasfilm.

Un traguardo straordinario, costruito con talento, passione e ostinazione, attraverso un percorso tutt’altro che lineare. “Sono arrivato al mondo degli effetti visivi un po’ per caso”, racconta D’Arco. “Da piccolo ero attratto dall’arte, ma non avevo un’idea precisa del mio futuro”.

Dalle aule di Sorrento a Londra: un viaggio tra arte, falafel e fantascienza

Il cammino artistico di Paolo comincia tra i banchi dell’Istituto d’Arte di Sorrento e prosegue all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove scopre la computer grafica nei laboratori di Quartapittura e di Nuove Tecnologie dell’Arte. Dopo alcune esperienze nel mondo della grafica pubblicitaria e del web design, la svolta arriva con un master alla Big Rock di Treviso. “Durante la tesi mi ritrovai nel gruppo di compositing, dove si assemblano tutti gli elementi per creare lo shot finale. Fu amore a prima vista: decisi che quello sarebbe stato il mio futuro”.

Ma la strada per Hollywood passa da Londra. È lì, nella capitale britannica – cuore pulsante delle grandi produzioni cinematografiche – che Paolo si trasferisce e dove vive da quindici anni. I primi tempi non sono facili: lavora in un chiosco di falafel e in un caffè a Watford, mentre la sera frequenta i corsi agli Escape Studios. È lì che incontra Alan Stucchi, collega e amico, e ottiene il primo colloquio presso la leggendaria Peerless Camera Company.

Il salto in galassie lontane: da Peerless a Lucasfilm

Alla Peerless incontra Marc Hutchings, figura chiave per la sua crescita, con cui collaborerà più volte. Durante il lockdown nasce la Midas VFX, fondata da Hutchings e Andrey Polezhayev: un piccolo studio indipendente, divenuto rapidamente punto di riferimento, anche grazie a sperimentazioni innovative con intelligenza artificiale e tecniche avanzate di de-aging.

Quando Hutchings viene nominato supervisore degli effetti visivi per Andor, non ha dubbi e chiama Paolo nel team. “Nella prima stagione ero Compositing Supervisor, nella seconda ho preso il suo posto come In-house Visual Effects Supervisor. Abbiamo realizzato oltre 1.700 shots su un totale di 4.100 in poco più di un anno”. Un’impresa titanica, per una produzione da 250 milioni di dollari – tra le più costose mai realizzate per una piattaforma di streaming.

Un lavoro corale, dietro un risultato straordinario

Dietro ogni fotogramma di Andor c’è un lavoro collettivo. D’Arco sottolinea il valore delle collaborazioni con realtà di primo piano come ILM, Scanline, Hybrid, Soho, e supervisioni firmate da giganti del settore come TJ Falls e Mohen Leo. “Andor è una serie curata nei minimi dettagli: dal set agli effetti speciali, ogni elemento è stato pensato con precisione. Questo ha reso il lavoro in post-produzione più fluido, e il risultato finale parla da sé”.

Chernobyl, Jurassic Park e i consigli ai giovani

Pur avendo raggiunto l’apice della carriera con Andor, Paolo conserva un ricordo speciale di un altro progetto: “Forse Chernobyl è quello su cui mi sono divertito di più come artista”, confessa.

Quando gli si chiede un consiglio per i ragazzi che sognano di intraprendere una carriera nel mondo degli effetti visivi, D’Arco torna alle basi: “Divertitevi, sperimentate, perseverate. Questo settore è in continua evoluzione: aggiornarsi è fondamentale. La fotografia, la curiosità e la passione sono strumenti essenziali”.

E se deve scegliere un film simbolo della rivoluzione visiva, la risposta è immediata: “Jurassic Park. Forse perché avevo dieci anni quando lo vidi per la prima volta, o perché ho lavorato recentemente all’ultimo capitolo della saga. Ma il mix di effetti pratici e digitali del film del ‘93 resta spettacolare”.

Un talento stabiese nella galassia di Star Wars

Oggi Paolo D’Arco rappresenta un’eccellenza stabiese nel mondo del cinema internazionale. Il suo successo, sancito dal recente Emmy Award, è la dimostrazione che anche da una città come Castellammare di Stabia si può arrivare a lasciare un’impronta nel firmamento di Hollywood.

Non una favola, ma la storia vera di chi ha creduto nel proprio sogno, e ha trasformato la passione in mestiere, con impegno, sacrificio e una visione chiara: quella di rendere la fantasia una realtà da condividere, un pixel alla volta.