Da 16 anni Baroni è la bestia nera di Conte, neanche il Napoli sfata il tabù

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Sedici anni dopo la prima volta, la storia si ripete. Marco Baroni continua a essere la vera bestia nera di Antonio Conte. Il tecnico del Torino ha battuto ancora una volta l’allenatore leccese, questa volta con un successo pesante e simbolico: l’1-0 inflitto al Napoli allo stadio Olimpico Grande Torino, firmato da un gol dell’ex Simeone, ha sancito non solo la sconfitta degli azzurri ma anche la conferma di un curioso e ormai consolidato tabù.

Tutto ebbe inizio nel lontano 2009, quando un giovane Baroni, alla guida dell’Atalanta, superò per 2-0 il Siena di Conte. Da allora, in sedici anni di incroci, il bilancio parla chiaro: Conte non è mai riuscito a battere Baroni. Un ruolino che si è trasformato nel tempo in un piccolo caso statistico, ma anche in un simbolo di rivalità sportiva tra due allenatori che si rispettano ma che, sul campo, hanno sempre visto prevalere il tecnico toscano.

Dopo quella prima sfida del 22 novembre 2009, la storia si è aggiornata con i confronti più recenti: il doppio ko con la Lazio nella passata stagione (3-1 a Roma e 1-0 al Maradona), il pareggio del 15 febbraio 2025 sempre con i biancocelesti e, infine, la sconfitta di ieri contro il Torino. Il destino ha voluto che a decidere la gara fosse proprio Giovanni Simeone, l’ex di turno, che ha punito la sua vecchia squadra con la freddezza di un veterano.

Baroni, con il suo consueto pragmatismo, ha costruito una vittoria alla sua maniera: compattezza, ordine tattico e la capacità di sfruttare ogni errore dell’avversario. Conte, invece, ha dovuto fare i conti con un Napoli generoso ma poco lucido, che solo nel finale ha accarezzato l’illusione del pareggio con il gol annullato a Lang dal Var per fuorigioco.

Sedici anni, cinque sfide, nessuna vittoria per Conte: i numeri parlano da soli. E così Marco Baroni, senza clamori, continua a essere la “bestia nera” del tecnico salentino, capace di trasformare ogni incontro diretto in un duello psicologico che, puntualmente, finisce dalla sua parte.