È in programma oggi, lunedì 16 febbraio, la nuova valutazione clinica sul bambino ricoverato all’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi dopo il fallimento del trapianto di cuore effettuato lo scorso dicembre. L’équipe multidisciplinare dell’ospedale si riunirà per esaminare il quadro aggiornato e stabilire se vi siano ancora le condizioni per un nuovo intervento.
La decisione arriva dopo il parere espresso dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che sul cosiddetto “cuore bruciato” hanno delineato uno scenario estremamente critico.
Il parere del Bambin Gesù
Nella consulenza inviata al Monaldi, i medici romani parlano di «condizioni sistemiche incompatibili» e di «fattori clinici prognostici altamente sfavorevoli per un ritrapianto precoce». Una valutazione che, allo stato attuale, escluderebbe la possibilità di un nuovo trapianto.
Il bambino presenta un’emorragia cerebrale, un’infezione non controllata e un’insufficienza multiorgano che coinvolge polmoni, fegato e reni. A complicare ulteriormente il quadro è il supporto prolungato dell’Ecmo, il macchinario extracorporeo che da 55 giorni ne consente la sopravvivenza ma che, con il passare del tempo, comporta rischi crescenti.
La posizione del Monaldi
Nonostante il giudizio severo dei colleghi romani, il Monaldi ha ribadito che «al momento» il bambino potrebbe teoricamente essere sottoposto a un nuovo trapianto. La riunione odierna sarà dunque decisiva per chiarire se l’ospedale napoletano intenda confermare questa possibilità o adeguarsi al parere del Bambin Gesù.
L’ipotesi del cuore artificiale
Nelle ultime ore è stata ventilata anche l’ipotesi di un cuore artificiale come soluzione temporanea per guadagnare tempo. È stato citato il nome del cardiologo Claudio Russo dell’Ospedale Niguarda, ma dalla struttura milanese è arrivata una precisazione: non vi è stata alcuna interlocuzione né presa in carico del piccolo paziente. L’ipotesi, al momento, resta senza riscontri operativi.
L’inchiesta sul trapianto fallito
Parallelamente proseguono le indagini della Procura di Napoli. Sei tra medici e paramedici risultano indagati per lesioni colpose. Al centro dell’inchiesta c’è il trasporto del cuore, prelevato a Bolzano e giunto al Monaldi in un contenitore di plastica.
Secondo gli accertamenti, l’utilizzo di ghiaccio secco al posto di quello ordinario e l’assenza di strumenti di monitoraggio della temperatura avrebbero potuto esporre l’organo a temperature estremamente basse, fino a meno 80 gradi, compromettendone la funzionalità prima dell’impianto. Sul caso stanno lavorando i Nas di Napoli e Trento, insieme agli ispettori del Ministero della Salute e della Regione Campania.
La richiesta di un terzo parere
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, continua a segnalare presunte anomalie nella gestione del trapianto e ha chiesto al Monaldi di acquisire un terzo parere da una struttura europea.
La madre del bambino, Patrizia Mercolino, ha più volte ribadito di voler mettere da parte ogni discorso sulle responsabilità: «Voglio solo che mio figlio guarisca e torni a casa», ha dichiarato, affidandosi all’esito della valutazione clinica prevista per oggi.

