Cuomo-Milone” , la scuola che annega nell’acqua piovana

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di Giorgia Valentini

L’Istituto di Istruzione Superiore “Cuomo-Milone” dovrebbe essere un simbolo, un presidio di formazione moderna, un laboratorio di competenze tra arte, musica, tecnologia e professioni del futuro e invece oggi è diventato il manifesto di un paradosso tutto italiano, si parla di innovazione mentre le aule si riempiono d’acqua, si promette eccellenza mentre i corridoi sono transennati come cantieri pericolanti.

Di americano, qui, è rimasto solo il sogno, la realtà è un’altra tra muffe sui muri, perdite d’acqua, cemento armato in condizioni che gli stessi studenti definiscono “patologiche” , un degrado strutturale che non è più episodico ma sistemico, ripetuto nel tempo, ignorato nel presente e pericoloso per il futuro.Eppure parliamo di una scuola frequentata ogni giorno da centinaia di persone, una comunità intera che continua a entrare in un edificio che cade letteralmente a pezzi, tra infiltrazioni e aule chiuse con nastro bianco e rosso come scene del crimine; purtroppo le piogge degli ultimi giorni hanno solo peggiorato una situazione già al limite tra acqua che scorre nei corridoi ed entra nelle classi, rendendo impraticabili laboratori e bagni.

Zone interdette, spazi ridotti e intanto la vita scolastica va avanti, come se tutto questo fosse normale, ma normale non lo è.Da anni studenti, rappresentanti d’istituto, genitori e personale scolastico segnalano lo stato dell’edificio, da anni le richieste si accumulano e i documenti pure, ma le risposte restano vaghe, diluite, rinviate. Nel frattempo, la politica locale discute di ordine pubblico per il carnevale 2026, di movida e di immagine, ma sull’immagine vera della città, quella che passa ogni mattina dagli ingressi delle scuole, cala un silenzio imbarazzante, perché è più facile vietare una sfilata che affrontare un problema strutturale.Gli studenti del “Cuomo-Milone” non usano mezzi termini e segnalano anche un plesso sporco, inagibile, insicuro e chiedono solo una cosa semplice e rivoluzionaria: essere ascoltati portare le loro testimonianze, le loro foto, i loro racconti, davanti a chi ha il dovere di decidere.

Qui non si tratta di comfort ma di dignità, non di estetica ma di sicurezza, non di polemica ma di responsabilità, perché una scuola che forma alle professioni del futuro non può essere ospitata in un edificio che appartiene al passato e soprattutto, non può essere lasciata marcire nell’indifferenza.Il Cuomo-Milone era un fiore all’occhiello di Nocera Inferiore, mentre oggi è uno specchio, che riflette esattamente il modo in cui questo Paese tratta i suoi ragazzi, tante parole e pochi fatti, tante promesse e zero manutenzione.L’innovazione non nasce dai bandi, ma dai muri che reggono e qui, quei muri, stanno cedendo davvero.