Un fulmine a ciel sereno ha colpito Brunello Cucinelli e il suo gruppo, simbolo dell’eleganza italiana nel mondo. A scatenarlo è stato un report diffuso da Morpheus Research, società di ricerca finanziaria con sede nel Delaware, nata soltanto pochi mesi fa e già finita sotto i riflettori per il suo modus operandi. La società, infatti, avrebbe scommesso al ribasso sul titolo Cucinelli prima di diffondere il documento, nel quale vengono sollevati dubbi circa le attività del brand in Russia.
Le accuse
Secondo il report, alcuni negozi russi a marchio Brunello Cucinelli risulterebbero ancora operativi, nonostante l’azienda umbra avesse comunicato di aver sospeso le attività nel Paese dopo l’invasione dell’Ucraina. Non solo: gli articoli venduti avrebbero prezzi ben oltre i limiti fissati dalle sanzioni europee (300 euro per capo), arrivando a diverse migliaia di euro. L’implicazione sarebbe quindi una presunta violazione delle restrizioni comunitarie.
La replica di Cucinelli
La risposta del fondatore e presidente onorario non si è fatta attendere. Brunello Cucinelli ha respinto con fermezza le accuse, definendole infondate e sottolineando la totale conformità del gruppo alle normative europee e internazionali. “Abbiamo agito con rigore etico e trasparenza”, ha ribadito l’imprenditore, ricordando come l’azienda abbia sempre fatto della correttezza e della coerenza valori centrali della propria filosofia.
Il crollo in Borsa
Nonostante le smentite, la Borsa ha reagito con nervosismo. In poche ore il titolo Brunello Cucinelli ha perso il 17%, segno evidente di quanto il panico possa influenzare gli investitori più della sostanza dei fatti. È una dinamica ricorrente nei mercati finanziari: spesso la pubblicazione di un report negativo da parte di società che hanno posizioni ribassiste produce un effetto immediato e massiccio, indipendentemente dalla fondatezza delle accuse.
Il meccanismo dello “short attack”
Quello che sta accadendo rientra in una prassi nota agli operatori come short attack: un soggetto scommette sul calo di un titolo (short selling), diffonde informazioni negative — talvolta corrette, talvolta parziali o infondate — e ottiene un guadagno dalla successiva discesa in Borsa. È una pratica controversa, che non sempre si traduce in violazioni di legge ma che solleva interrogativi sul confine tra analisi finanziaria indipendente e manipolazione del mercato.
Il danno d’immagine
Al di là dell’andamento del titolo, resta il danno reputazionale. Cucinelli, che ha costruito negli anni un brand legato non solo al lusso ma anche a un’idea di umanesimo imprenditoriale, si trova ora a dover difendere la propria immagine pubblica da accuse che potrebbero insinuare dubbi negli stakeholder internazionali. La trasparenza sui rapporti con la Russia e la prontezza nella comunicazione saranno decisive per contenere l’impatto della vicenda.
Uno scenario ancora aperto
Sarà ora compito delle autorità di vigilanza chiarire se ci siano state irregolarità e, parallelamente, valutare la condotta della stessa Morpheus Research. Per il momento, resta l’amaro dato di una perdita secca in Borsa e il sospetto che, ancora una volta, a vincere non siano i fatti ma la paura.
L’imprenditore di Solomeo ha sempre difeso un’idea di capitalismo etico, incentrato sulla dignità del lavoro e sull’equilibrio con la comunità. La vicenda dimostrerà se tali valori saranno sufficienti a resistere agli attacchi della finanza speculativa.

