Cuba, dopo la visita del Papa si pensa a un incontro tra Raul Castro e Barack Obama

Passato il viaggio di Papa Francesco a Cuba, le speranze dei cubani sono tutte incentrate su un rapido sviluppo delle relazioni con gli Stati Uniti, con la conseguente fine del cinquantennale embargo contro l’isola. Ad accelerare il processo, oltre al messaggio portato dal Pontefice, che ha visitato Cuba e gli Usa, ci potrebbe essere un incontro tra i presidenti delle due nazioni, Raul Castro e Barack Obama. Castro è arrivato a New York giovedì scorso, per partecipare al summit delle Nazioni Uniti sull’agenda di sviluppo Post 2015 e all’Assemblea Generale dell’Onu. Proprio la Casa Bianca non ha scartato l’ipotesi di una conversazione tra i due. “Non so se ci sarà tempo per una riunione bilaterale. Speriamo che trovino il tempo per conversare, lunedì o magari martedì”, ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione Obama in una conferenza stampa. Obama interverrà all’Assemblea Generale dell’Onu nella mattinata di lunedì 28 settembre. Castro, invece, per la prima volta dal suo insediamento, parlerà al Palazzo di Vetro nel pomeriggio dello stesso giorno. I due presidenti avranno diverse occasioni per incontrarsi, non solo nel corso delle sessioni ufficiali dell’Assemblea ma anche durante il pranzo con i capi di stato che offrirà il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki Moon, o l’analogo ricevimento che offrirà Obama. In caso positivo, sarebbe il secondo colloquio tra i due presidenti, dopo quello di Panama, ad aprile scorso, nel corso del Vertice delle Americhe. Alla vigilia dell’appena trascorso viaggio apostolico, Castro e Obama, hanno sostenuto, nel pomeriggio del 18 settembre, una conversazione telefonica, puntualizzando il processo di normalizzazione delle relazioni. Nella stessa giornata, i Dipartimenti del Tesoro e del Commercio degli Usa hanno annunciato delle nuove misure che, seppure limitatamente, scalfiscono il blocco contro Cuba, in settori come i viaggi, le rimesse e le comunicazioni. Il vero banco di prova per l’amministrazione Obama ci sarà ad ottobre, quando l’Assemblea Generale dell’Onu sarà chiamata a votare, per il 24° anno consecutivo, la risoluzione presentata da Cuba per porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. La risoluzione, proposta per la prima volta nel 1992, nel corso degli anni, ha ricevuto un numero sempre crescente di consensi. Nel 2014 è stata approvata con 188 voti favorevoli, 2 contrari (Usa e Israele) e 3 astenuti (Palau, Micronesia e Isole Marshall). A differenza degli anni passati, gli Stati Uniti non hanno ancora ufficializzato la propria posizione e, anche se l’eliminazione dell’embargo spetta al Congresso e non ad Obama, l’astensione dalla votazione sarebbe davvero un evento storico

Massimo Barba