Crisi di governo, Conte sì e Conte no

“Noi stiamo parlando con Di Maio”. E al leader politico M5S, il segretario Pd Zingaretti ha ripetuto anche oggi che sul nome del premier uscente non c’è una questione personale, ma non risponde alla discontinuità necessaria per un governo di svolta. Ed anzi, tra i dem (in modo trasversale) c’è la convinzione Di Maio, ieri sera nel colloquio a casa Spadafora, abbia volutamente ‘bruciato’ il nome di Conte.
“Del resto -osserva una fonte dem- la concorrenza di Conte a Di Maio c’è tutta anche nelle dichiarazioni di stasera. Si prepara a fare il candidato premier M5S se tutto andasse a rotoli”. Già. Se tutto dovesse andare a rotoli. Ma oggi, nonostante lo stallo tra Pd e M5S sul Conte bis, dal fronte dem non arrivano segnali pessimistici. La trattativa con i 5 Stelle, per quanto difficile e complicata, va avanti. E Matteo Renzi, subito dopo le dichiarazioni di Conte dalla Francia, via twitter interviene per spingere sull’accordo.
“Salvini ha chiesto pieni poteri, ma rispetto a 15 giorni fa adesso è anche in un angolo, quasi ko. Mi auguro che adesso prevalga la responsabilità. E che si pensi all’Italia, non all’interesse dei singoli”. Un appello a Zingaretti perchè accetti il Conte bis? Gli uomini vicini al segretario stoppano questa lettura. “E’ un invito a tutti. Anche ai 5 Stelle. Una spinta all’accordo e a favore di un governo con i 5 Stelle”. Nel caso avessero bisogno di rassicurazioni sulla ‘tenuta’ dell’ex-segretario nell’eventuale accordo.