Crescenzo: “Conclamato fallimento di Canfora, si deve dimettere”

Il documento approvato in consiglio comunale rappresenta anche l’ennesimo fallimento del sindaco Canfora e della sua amministrazione. A parlare è il vicepresidente del consiglio comunale di Sarno Domenico Crescenzo.

Paradossalmente Sarno, negli ultimi sei anni, ha avuto la fortuna di avere un Sindaco che ha gestito e Governato tutte le amministrazioni e Enti. – continua Crescenzo – E’ un fatto che il sindaco Canfora dal 2014 al 2018 ha anche ricoperto il ruolo di Presidente della Provincia di Salerno, con il favore del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. In questi anni, come se non bastasse, ha gestito con suoi uomini di fiducia: Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno, l’Agenzia per lo Sviluppo per il Territorio (Ex AgroInvest), l’Ente Parco del Bacino Idrografico del Sarno, Agro Solidale, Cofaser e l’Ente d’Ambito dei rifiuti Provinciali. Ponendo l’attenzione sulla materia ambientale, il grande paradosso sta nel fatto che in consiglio comunale abbiamo votato un atto di indirizzo, per il divieto alla realizzazione di nuovi impianti dei rifiuti nella città di Sarno, indirizzato alla Provincia di Salerno e alla Regione Campania, che guarda al futuro a fronte del passato dove appena un anno e mezzo fa lui addirittura era presidente, per giunta dopo aver lasciato la carica al suo amico sindaco Strianese alla presidenza. Il suo attuale vicesindaco Roberto Robustelli, inoltre, ha ricoperto la carica di consigliere provinciale con delega ai rapporti con la Regione, alle politiche agricole, forestali e alla protezione civile. Lo stesso ha ricoperto anche il ruolo di consigliere dell’Ente d’Ambito dei rifiuti Provinciali, dove era presidente l’ “amico” e stretto collaboratore, del sindaco/presidente, Bruno Di Nesta.

Ma, purtroppo, il sindaco preoccupandosi di interloquire con gli imprenditori, con fini meramente elettorali, ha trascurato il sogno dell’idea Paese che aveva per Sarno, non rispettando nemmeno il suo programma e le linee guida del proprio mandato elettorale.   

Il sindaco, non potendo fare altrimenti, in consiglio comunale ha ammesso le sue responsabilità in ordine al fatto che la zona industriale di Sarno sia diventata una vera e propria pattumiera, a danno non solo dei cittadini ma anche degli stessi imprenditori che hanno avuto regolare concessione dall’ex AgroInvest. Tali responsabilità, non solo politiche, si rilevano attraverso le continue assenze del Comune di Sarno alle conferenze dei servizi, indette dalla Regione Campania. Nonché, alla netta presa di posizione che a Sarno non vi era alcun emergenza ambientale, tanto da beffeggiare anche la sua stessa maggioranza e l’opposizione consiliare che, sia nel 2018 e nel settembre 2019, ponevano l’accento sulla questione ambientale, rilevando che l’amministrazione sarnese da anni trascurava e ometteva di dire che il Comune di Sarno aveva superato le soglie minime di salvaguardia in materia di rifiuti. Per nostra sfortuna l’ambiente non concede una seconda possibilità, specie a chi di possibilità ne ha avute parecchie, pertanto il sindaco per amore della città oggi ci deve dire se: “i fattori pressione” sono indice ufficiali di valutazioni di impatto ambientale, oltre i quali non si po’ andare, allora come mai sono stati superati? Chi ha autorizzato, o non si è opposto, o non ha controllato, e perché solo oggi ci si inventa ambientalisti se d’ora in poi oltre non si può andare avendo già superato i limiti? Piuttosto, il sindaco dovrebbe riiniziare a sognare e credere di poter intervenire sul limite già superato e sanare! Ma per nostra sfortuna, e per ammissione di quest’ultimo, ha smesso di sognare e credere.  Per questa ragione, per amore della città e senso di umiltà, è opportuno che si dimetta.