Crac aziendale a Nocera, la Cassazione annulla la condanna

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La Corte di Cassazione ha annullato la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione inflitta a un imprenditore di Nocera Inferiore, accusato di bancarotta fraudolenta, rinviando il processo alla Corte d’Appello di Napoli per un nuovo esame, fissato a gennaio.

La sentenza dei giudici di secondo grado di Salerno è stata dunque cancellata. L’uomo, 59 anni, era amministratore di una società di commercializzazione di generi alimentari fallita nell’ottobre del 2013.

L’imprenditore, attraverso i suoi legali, aveva contestato la mancata derubricazione del reato da bancarotta fraudolenta a semplice bancarotta documentale, sottolineando come la prima richieda il dolo specifico, ovvero la volontà di arrecare un profitto o un danno ai creditori, mentre nel suo caso si sarebbe trattato solo di irregolarità contabili prive di intento fraudolento.

La Cassazione ha accolto la tesi difensiva, rilevando un errore nella valutazione dell’elemento soggettivo da parte dei giudici di appello: “La Corte di Salerno – scrivono i giudici – ha ritenuto sufficiente il dolo generico, ma la bancarotta fraudolenta documentale richiede il dolo specifico”.

L’imprenditore era stato condannato nel 2022 dal gup di Nocera con rito abbreviato, pena poi ridotta di sei mesi in Appello. Ora la parola passa ai giudici napoletani che dovranno rivalutare l’intera vicenda e ridefinire le pene accessorie.