COVID-19 – L’attore, il medico e il docente che combatte il “CORONAVIRUS”

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All’attivo nel mondo cinematografico ha sette film nel suo bagaglio di vita, eppure oggi è al centro dell’attenzione di levatura internazionale.

Da quando lo scorso 24 febbraio, in merito all’emergenza scatenata dal coronavirus, il Ministro della Salute Roberto Speranza l’ha nominato Consigliere per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali, il volto di Walter Ricciardi.

Ricciardi è il medico e docente universitario, svolge la sua attività professionale, didattica e scientifica nell’ambito dell’Igiene e della Medicina di Sanità Pubblica. Professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva, già vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 2012, ha ricoperto la carica di direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma e di presidente della III Sezione del Consiglio Superiore di Sanità. È stato anche presidente della Società Italiana Medici Manager (SIMM). È fondatore e direttore dell’Osservatorio Italiano sulla Salute nelle Regioni Italiane dal 2002.

E’ made Napoletano, Walter Ricciardi, nasce il 17 aprile del 1959, la sua carriera di attore inizia negli anni sessanta, da bambino, era apparso nella serie televisiva ‘I ragazzi di padre Tobia’. In sceneggiati tv come Dramma d’amore, Un eroe del nostro tempo, Nostra madre, La freccia nel fianco. Non solo Mario Merola: Ricciardi ha recitato con Alida Valli, Michele Placido, Stefania Sandrelli, Maria Schneider, Giuliana De Sio.

L’attore in ruoli importanti: Nel 1978 all’ età di 19 anni approda sul grande schermo. La consacrazione arriva poi nel 1979 a fianco di Mario Merola con due grandi pellicole che mettono in risalto il giovanissimo Walter Ricciardi si dilettava davanti alla cinepresa, in alcuni film poliziotteschi del ricco filone napoletano. Film cult come “Il mammasantissima” e “Napoli, la camorra sfida e la città risponde”, con un magistrale Mario Merola e la regia di Alfonso Brescia. A Napoli l’organizzazione criminale impone a piccoli industriali e a commercianti onerosi pagamenti. Don Francesco Gargiulo (Mario Merola), proprietario di un arsenale, tenta di opporsi alla banda, ma viene piegato dal boss dai suoi scagnozzi che violentano Maria, la fidanzata del figlio Marco (Walter Ricciardi). Marco, assetato di vendetta, per mezzo di alcune fotografie scattate mentre i malviventi compiono le loro gesta criminali di farsi pagare il pizzo, viene rapito e drogato, punendolo con dosi eccessive fino a farlo rinchiudere in un Ospedale Psichiatrico.
Di quell’epoca riaffiorano ricordi sbiaditi, si raccontava una Napoli diversa da quella di oggi, forse era migliore. La malavita descritta era quella del pizzo e delle sigarette di contrabbando attività a cui si aggrappavano tante famiglie per sopravvivere. Lanciavamo messaggi chiari contro la droga che in quegli anni mieteva migliaia di vittime.

Oggi, un curriculum di tutto rispetto – È stato il primo curatore non inglese dell’Oxford Handbook of Public Health Practice, pubblicato dalla Oxford University Press, e primo componente non americano del National Board of Medical Examiners degli USA; dal 2010 al 2014 è stato presidente dell’European Association of Public Health, l’associazione di tutte le società di Sanità Pubblica dei Paesi della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 2017 riceve la nomina di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Se oggi si occupa dell’emergenza Coronavirus e il suo volto è ormai diventato rassicurante per migliaia di italiani, negli anni ’70 e ’80.

Sul nome di Ricciardi convergono da tempo i favori e la stima non solo della comunità scientifica internazionale e delle istituzioni, ma anche della politica e delle imprese, tanto che spesso si sente parlare di lui come di un possibile futuro ministro della Salute.