Negato il visto di legittimità al III atto aggiuntivo, governo e opposizione reagiscono
La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità al III atto aggiuntivo della convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la società Stretto di Messina Spa, bloccando di fatto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione riguarda il decreto interministeriale del 1° agosto 2025, adottato ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35. Le motivazioni saranno rese note entro trenta giorni tramite apposita Deliberazione.
Il ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato: “Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei Conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”. Il Mit ha definito la mancata registrazione “un evento fisiologico dopo lo stop della delibera Cipess” e ha ribadito la fiducia nella prosecuzione dell’iter amministrativo.
Dal fronte politico, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha definito la decisione “un nuovo stop a un progetto sbagliato, vecchio e dannoso per la Sicilia”. Angelo Bonelli, parlamentare di Europa Verde, ha sottolineato la gravità della situazione: “Il governo stava impegnando fondi pubblici in un quadro ritenuto non legittimo, per un’opera da 14 miliardi senza certezze tecniche, ambientali o giuridiche. Sono pronto a denunciare il governo anche alla Procura europea se dovesse insistere”.
La bocciatura della Corte dei Conti preclude la possibilità di sottoscrivere l’accordo tra MIT, MEF e la concessionaria, vanificando l’intero impianto giuridico-amministrativo del progetto. Secondo gli oppositori, questa decisione evidenzia come l’iniziativa stia già comportando costi elevatissimi per le casse pubbliche senza alcuna garanzia di legalità o utilità concreta.

