Corsa contro il tempo al Monaldi: solo quarantotto ore per salvare il piccolo Tommaso

0
51
Corsa contro il tempo al Monaldi: solo quarantotto ore per salvare il piccolo Tommaso

La vita del piccolo Tommaso, il bambino di poco più di due anni al centro del drammatico caso del trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, è legata a un ultimatum che non concede spazio a errori o ritardi. Secondo quanto dichiarato dal legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, resta una finestra di appena due giorni per trovare un nuovo organo compatibile, superata la quale ogni sforzo clinico rischia di diventare vano. Il bambino, affetto da una grave cardiomiopatia, era stato temporaneamente escluso dalla lista d’attesa a causa di un’emorragia, ma dopo aver superato la fase critica è stato nuovamente inserito con la massima priorità.

La vicenda ha assunto contorni inquietanti dopo che è emerso che il primo cuore, giunto da Bolzano lo scorso dicembre, sarebbe stato gravemente danneggiato durante il trasporto. L’ipotesi degli inquirenti è che l’uso errato di una quantità eccessiva di ghiaccio secco abbia letteralmente congelato parti dell’organo, rendendolo inadatto. Nonostante questa criticità, l’intervento era stato eseguito comunque, lasciando la famiglia nell’oscurità riguardo alle reali condizioni del cuore ricevuto. La madre del piccolo, Patrizia, ha descritto all’Ansa l’angoscia di vedere il volto del figlio cambiare ora dopo ora, mentre le speranze si assottigliano e la consapevolezza della gravità della situazione cresce nel silenzio della terapia intensiva.

Sul fronte giudiziario e amministrativo, la tensione è altissima. La Procura di Napoli indaga per lesioni colpose e omissione di atti d’ufficio, mentre la direzione dell’ospedale ha adottato la linea del pugno duro sospendendo tre figure apicali della cardiochirurgia e dei trapianti. Questa decisione, pur necessaria per fare chiarezza, ha generato un paradosso drammatico: i medici sospesi sono tra i pochi specialisti in grado di eseguire un intervento di tale complessità nella struttura partenopea. Il timore dei legali è che questa situazione di incertezza possa influenzare negativamente la distribuzione degli organi a livello europeo, proprio nel momento in cui ogni minuto diventa vitale.

Nonostante il dolore e la scoperta della verità solo attraverso i media, la famiglia di Tommaso ha scelto di mettere da parte il rancore per concentrare ogni energia sulla ricerca del nuovo organo. La direttrice dell’ospedale, Anna Iervolino, ha garantito la massima vicinanza alla madre, concedendole un permesso straordinario per restare accanto al figlio senza limiti di orario. Ora gli occhi sono puntati sul centro nazionale trapianti, nella speranza che arrivi quella chiamata capace di fermare un cronometro biologico che corre inesorabile verso il termine ultimo.