Il cambio di passo del presidente americano rispetto alla pandemia del Coronavirus, è stato veloce e decisivo. Il 5 marzo metteva pubblicamente in discussione i dati forniti dall’Oms ritenendoli falsi: “Molte delle persone che contrarranno il coronavirus si riprenderanno rapidamente, senza neanche vedere il medico.”
L’8 marzo “Non sono assolutamente preoccupato“, il 13 marzo dichiara lo stato di emergenza nazionale in tutti gli States, per contrastare il diffondersi dei contagi. In circa 5 giorni Mr. Trump cambia verso, indicativo probabilmente del fatto che avere un approccio un po’ gradasso e/o superficiale non è proprio una strada sicura da intraprendere.
“Assicureremo massima flessibilità nella lotta al virus. Chiederemo agli ospedali di preparare dei piani di emergenza“: ha detto Trump, spiegando che dichiarando lo stato di emergenza nazionale ci saranno a disposizione almeno 50 miliardi di dollari per venire in soccorso degli stati più colpiti.
Lo stesso 13 marzo, avendo il presidente incontrato di recente Bolsonaro che ha contratto il virus, Trump fa il test per il Covid-19 il cui risultato è fortunatamente negativo. Lo rende noto il medico della Casa Bianca: “Una settimana dopo aver cenato con la delegazione brasiliana a Mar-a-Lago il presidente resta senza sintomi“.
Appena ieri (14 marzo) Donald Trump, nel corso della conferenza stampa esterna tutto il suo amore per l’Italia che allo stato attuale risulta sì la nazione europea con il più alto numero di contagi e con i decessi in aumento ma anche lo Stato in cui aumenta il numero dei guariti. “Siamo in contatto con l’Italia, è un Paese che noi amiamo, qui ci sono milioni e milioni di persone che hanno le loro origini in Italia”, dice il presidente. E ancora su Twitter: “Gli Stati Uniti amano l’Italia!“, post corredato da video sull’esibizione delle frecce tricolori.
Dopo la “conversione” di Donald Trump, si attende per il bene dell’umanità quella di Boris Johnson.

