Coronavirus – Slovenia. Allarme democrazia, come Orban anche Janša vuole i pieni poteri

In Ungheria con Orban, in Israele con Netanyahu, nelle Filippine con Duterte, in India con Modi, e ora in Slovenia con Janša: questi i leader del mondo che stanno approfittando della pandemia da Coronavirus per abusare del proprio potere e rinforzarlo a dismisura.

L’ultimo Paese in ordine cornologico a oltrepassare il limite in termini di potere è la Slovenia. ‘L’Espresso’ ha già titolato un lunga riflessione così: “Slovenia, pieni poteri per il premier: un colpo di stato dietro le quinte della pandemia. Costituzione aggirata, sostenitori dell’estrema destra ai vertici, attacchi a giornalisti e intellettuali. Intanto il governo vuole consentire agli agenti di pedinare i cittadini, intercettare le telefonate e perquisire gli appartamenti“.

Seguedo più o meno l’esempio di Orban in Ungheria, il primo ministro sloveno Janez Janša, ha costituito un’unità di crisi indipendente dal controllo delle altre istituzioni del Paese, aggirando la Costituzione. Questa, secondo quanto denunciano osservatori e intellettuali del Paese, ha già iniziato a indirizzare le proprie “attenzioni” verso personaggi poco favorevoli al governo, come il filosofo Slavoj Žižek. Janša ha anche rimpiazzato i vertici delle forze di sicurezza e di intelligence slovene con simpatizzanti del suo partito, l’Sds, di estrema destra. Ora il suo governo ha annunciato di voler metter in campo provvedimenti gravemente limitativi della libertà personale, come i pedinamenti, intercettazioni e perquisizioni dei pazienti ritenuti positivi al virus.

A sinistra c’è chi lancia l’allarme e, come per il caso ungherese, i timori delle opposizioni e degli osservatori europei sale. Il senatore Gianni Pittella, capogruppo del Pd in commissione Esteri, ha osservato che “Mentre l’Ue tace su Orban, anche a Lubjana una pericolosa torsione autoritaria: il neo premier populista sloveno Jansa segue le orme del suo modello ungherese, assumendo poteri semidittatoriali con la scusa del contrasto al Covid. L’Unione Europea alzi la voce contro questa deriva”.

Difficile, in questo momento, stabilire o prevedere con sicurezza cosa accadrà in questi Paesi quando l’emergenza sanitaria sarà volta al termine o comunque ci saranno le condizioni per una ripresa graduale della ‘normalità’, una cosa però appare certa: è assolutamente necessario uno stretto controllo internazionale affinché vengano ristabiliti i diritti dei cittadini nel pieno rispetto della democrazia.