Coronavirus – Scafati: l’ospedale, il sindaco e l’esercito. La lettera a De Luca

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Scafati – E’ di dominio pubblico da circa un’ora la lettera aperta che Salvati ha indirizzato, in ordine, al presidente della Regione De Luca, al Prefetto di Salerno e al direttore generale dell’Asl di Salerno dottor Iervolino.

Il contenuto della missiva non si discosta da quanto, più o meno, il sindaco ha già espresso e dichiarato in merito alla riapertura imminente dell’ospedale cittadino da dedicare ai pazienti positivi al virus. E nell’esordio non manca in piglio polemico:

Ho appreso, per caso, dalla stampa della decisione assunta dalla Direzione generale dell’Asl Salerno e della Regione Campania di individuare l’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati come presidio per la gestione dei pazienti infetti da Coronavirus nonché, in aggiunta, della chiusura a breve di tutti gli ambulatori e del punto di primo intervento di detto ospedale. Nonostante tale decisione non sia stata neppure concordata con le istituzioni locali, la comunità Scafatese è pronta a fare la sua parte per la gestione dell’emergenza, nel rispetto del principio di solidarietà e di accoglienza che l’ha sempre contraddistinta. Tuttavia, proprio a tutela della comunità scafatese, ho il dovere, in qualità di sindaco e di prima autorità sanitaria sul territorio, di chiedere garanzie concrete per la comunità che rappresento e per gli operatori sanitari che lavorano nella struttura ospedaliera.

Continua, “Vogliamo garanzie affinché il trasferimento dei pazienti positivi al virus dagli altri presidi avvenga solo dopo una revisione strutturale adeguata al ricovero di pazienti infetti, sulla scorta di quanto avvenuto per l’ospedale “Cotugno” di Napoli. Chiediamo garanzie affinché siano tutelati tutti gli operatori sanitari che lavorano all’interno del presidio e che, attualmente, non sono neppure forniti dei presidi di protezione individuale. Chiediamo, inoltre, garanzie affinché lo stesso personale impiegato per la gestione dell’emergenza Coronavirus sia adeguato in rapporto ai posti-letto che si vogliono attivare e che la nostra struttura sia solo utilizzata per il trasferimento e la gestione dei pazienti infetti, non per l’accertamento dei casi, mancando all’interno del presidio un attrezzato pronto soccorso.

Dagli stanziamenti previsti, a fronte di un’attivazione di 70 posti letto a Scafati, appare veramente esiguo lo stanziamento previsto di soli 600mila euro, se confrontato con le risorse destinate ad altri presidi, che risultano anche di 3/5 volte superiori. Riteniamo sia utile nominare un esperto di comprovata esperienza in malattie infettive, che possa coordinare il lavoro di gestione della struttura, onde garantire la applicazione rigorosa degli ultimi protocolli previsti per il Coronavirus, soprattutto per la sicurezza del personale.

Chiediamo, inoltre, come condizione assolutamente indispensabile per l’avvio delle attività, che il nostro ospedale sia blindato e presidiato dai militari dell’ esercito, in quanto temiamo non solo accessi immotivati ed indisciplinati nella struttura ma anche reazioni della popolazione, in preda al panico, con conseguenze facilmente immaginabili. Prendendo, inoltre, atto del grave errore compiuto negli ultimi anni dalla classe politica che ha voluto e predisposto i tagli alla sanità pubblica, affossando il sistema assistenziale dei nostri territori, auspichiamo infine e chiediamo impegni ufficiali affinché questo sacrificio imposto alla comunità scafatese venga ricompensato, con la riapertura di tutti i reparti del nostro ospedale, una volta che sarà superata la fase dell’emergenza.”