Coronavirus – Scafati. Intervista all’assessore Arpaia: Fase 2, USCA e raccomandazioni

Scafati. Dalle prime testimonianze sembrerebbe che la Fase 2 sia la più delicata e difficile da sostenere. Il reale cambiamento procurato dalla pandemia di Covid-19, si sta probabilmente avvertendo con maggiore intensità in questi giorni di ripresa graduale, in cui il rispetto delle regole potrebbe essere un salvavita. Il premier Conte, tuttavia, non esclude la possibilità di anticipare la fine del lockdown in quelle aree del Paese dove la situazione tende sigificativamente a migliorare.
In Campania la Fase 2 vede l’obbligo della mascherina. Il governatore De Luca è perentorio: “… C’è obbligo di indossare mascherina altrimenti ci sono le sanzioni“. Inoltre, ha anche annunciato che presto le mascherine saranno disponibili anche nei supermercati come già nelle farmacie.

A Scafati, molto si dice e si scrive sul numero dei contagi e sullo stato in cui versa la città da un punto di vista sanitario, pertanto, abbiamo ritenuto opportuno rivolgere alcune domande al dottore Alessando Roberto Arpaia: medico del 118 e attuale assessore alla Sanità.

L’intervista:

– Assessore Arpaia, dopo quasi due mesi dal ‘chiudiamo tutto’, qual è a suo parere la reale condizione scafatese rispetto alla crisi sanitaria? Come vede, da operatore sanitario prima e da assessore di una grande città come Scafati poi, l’inizio della Fase 2?

La situazione sanitaria locale, dopo questo periodo di chiusura totale, è attentamente tranquilla. La maggior parte degli scafatesi ha risposto con maturità e precisone e questo ha fatto in modo di limitare i casi di contagio autoctoni perché, quasi tutti i casi positivi sono la conseguenza di persone rientrate da zone rosse o familiari di persone infettate in ospedale o sui luogho di lavoro.
Per limitare le infezioni interfamiliari stiamo provvedendo in collaborazione con l’Asl all’allontanamento dalle famiglie delle persone infette anche se su base volontaria. Nonostante alcuni non abbiano seguito con precisione le indicazioni la città ha retto bene. Da medico del 118 posso affermare con sicurezza che solo nei primi giorni abbiamo avuto un po’ di difficoltà a gestire l’epidemia soprattutto per i positivi a domicilio, ma in breve tempo l’organizzazione sanitaria ha raggiunto l’efficienza anche con l’apertura del centro Covid a Scafati. Adesso i cittadini e l’amministrazione dovranno gestire al meglio questa Fase 2 evitando che possa passare il messaggio che tutto è risolto.
L’infezione è ancora attiva pertanto sarà necessario ancora evitare le uscite di casa se non per motivi urgenti e limitare ancora i rapporti sociali .
Ho timore che se questo non avverrà in poche settimane potremo avere un’impennata dei contagi e il ritorno alla chiusura totale. La crisi economica causata dalla chiusura totale è ancora più difficile da controllare e superare. Ma in questo caso e necessario l’intervento di sostegno del governo nazionale e regionale alle imprese e ai commercianti”.

–  Nel distretto di Nocera partono due unità Usca (una a Nocera Inferiore e l’altra a Nocera Superiore, Roccapiemonte etc.) mentre nel nostro distretto una sola ad Angri: perché non anche a Scafati?
La carenza di medici di cui si sta parlando, vale solo per Scafati? In tal caso, com’è avvenuta la selezione dei medici visto che lo stesso ‘problema’ non si è verificato negli altri distretti?

A fine marzo l’Asl ha pubblicato la delibera di attuazione delle USCA a cui potevano partecipare su base volontaria i medici interessati indicando la sede di preferenza di lavoro. Nel nostro distretto ma anche in molti altri distretti della Asl Salerno hanno risposto pochi medici e non in tutti i distretto sono attive le USCA. Questo non ha permesso nel nostro distretto di organizzare due unità, come previsto con sede ad Angri e a Scafati, con almeno 6 medici per unità. Hanno accettato l’incarico nel nostro distretto solo 6 medici che adeguatamente formati ed equipaggiati inizieranno tra martedi e mercoledi p.v. Si è deciso per la sede ad Angri perché è al centro dell’area del distretto da cui è più facile raggiungere le diverse città. Naturalmente la ricerca di medici disponibili è ancora aperta e se si riuscirà a reperire altri medici sarà aperta anche a Scafati la sede operativa come più volte ho sollecitato il direttore sanitario del distretto. Avevo chiesto al dottor Vecchione se io stesso potessi dare disponibilità per i turni ma essendo già dirigente medico a tempo pieno nell’area emergenza urgenza non posso fare ulteriori ore“.

– C’è secondo Lei qualcosa che non è stata fatta o che si poteva fare meglio e più tempestivamente?

L’amministrazione come il sistema sanitario locale si sono trovati ad affrontare un evento dall’evoluzione sconosciuta e imprevedibile ma tuttavia si è riusciti a gestirlo bene limitando i danni. Il sindaco è stato rapido ad attuare misure di contenimento sociale come la chiusura delle scuole ancor prima che fosse resa obbligatoria dal governo nazionale”.

– Da medico e da amministratore, un suggerimento agli scafatesi.

Da medico operante nella primissima linea, innanzitutto vorrei tranquillizzare i cittadini che la medicina in pochi mesi ha fatto enormi passi per la cura di questa infezione e nessuno sarà lasciato solo. Allo stesso tempo, da amministratore, voglio ricordare che la battaglia è in corso. Il contagio è ancora possibile pertanto, per evitare di finire in ospedale, è necessario ancora rispettare le regole che tutti conosciamo a partire dalla distanza interpersonale di almeno 1,5 metri, di portare sempre la mascherina nei luoghi pubblici, di limitare le uscite e soprattutto lavare le mani. Solo così potremo vincere e salvare tante vite e risparmiare tanta sofferenza“.