Coronavirus – Scafati: il virus è più veloce dei comunicati del sindaco

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Blood sample with respiratory coronavirus positive

Di schema in grafico si procede con fatica in questa dura battaglia contro il Coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo intero, e l’attesa all’ultimo aggiornamento sembra avere generato una sorta di dipendenza tra i cittadini a caccia del numero aggiornato di casi positivi.

A Scafati, nella comunicazione del numero dei casi positivi qualcosa sembra non funzionare: alle ore 18 di ieri 3 aprile è stato annunciato, attraverso comunicazione istituzionale affidata a Facebook, numero 0 casi positivi. Alle ore 22.30 dello stesso giorno (3 aprile) tutti parlano di 2 nuovi casi positivi in città in quanto sulla pagina Facebook “Covid-19 Focus Salerno” (servizio pubblico) una grafica riporta l’andamento quotidiano nella provincia di Salerno (foto in basso), riferito alla “rilevazione finale di giornata” e si precisa che “i dati forniti comprendono l’elaborazione dei tamponi esaminati presso i laboratori degli Ospedali di Salerno e di Eboli e riguardano i tamponi dei soli residenti in provincia di Salerno”.

Solo oggi 4 aprile 2020 e alle ore 12, il sindaco Salvati ufficializza i due nuovi casi positivi a Scafati: notizia di dominio pubblico a partire dalla serata di ieri.
Si tratta di due componenti dello stesso nucleo familiare di un altro concittadino che era risultato positivo la scorsa settimana. Erano quindi entrambi già in isolamento domiciliare obbligatorio. I tamponi a cui sono stati sottoposti, come da protocollo dell’Asl, sono risultati positivi, come ci è stato comunicato nella tarda serata di ieri. Ho preferito aggiornarvi stamattina rispetto a questi nuovi dati invece di aspettare il consueto aggiornamento del pomeriggio.”, scrive il sindaco.

E come recita il proverbio ‘mal comune mezzo gaudio’ conclude: “Non c’è motivo di allarmarsi. Anche gli altri comuni dell’Agro hanno registrato nuovi contagi, come era previsto che accadesse questa settimana.”

Ricordando sempre che dietro ogni numero e ogni statistica ci sono vite umane, è del tutto plausibile sentirsi smarriti in questo coacervo di cifre e di dati.
Il cittadino, messo già a dura prova per le misure restrittive da rispettare, per avere una notizia certa su cosa accade nella sua città e tra i suoi concittadini, cosa dovrebbe fare se a distanza di poche ore si apprendono informazioni contrastanti?
Non sarebbe più opportuno lasciar perdere gli annunci e i “megafoni” quotidiani e prediligere un comportamento più responsabile in termini di comunicazione? Non sarebbe meglio avere la certezza che le analisi dei tamponi siano ultimate e poi darne notizia ufficiale?