L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, aveva autorizzato l’avvio dello studio multicentrico “INHIXACOVID19” con l’anticoagulante eparina a basso peso molecolare (biosimilare di enoxaparina sodica) nel trattamento dei pazienti con quadro clinico moderato o severo di Covid-19. E La sperimentazione, l’uso quindi di eparina in dosi terapeutiche, sta già dando discreti risultati in diversi ospedali, tra cui il “Mauro Scarlato” Scafati.
In effetti, i casi su cui è stata provata questa nuova strada, sono ancora pochi, motivo per il quale non è ancora possibile parlare di risultati scientifici; tuttavia, alcuni effetti positivi si stanno registrando e, somministrando l’anti-coagulante come per curare un embolo polmonare, a partire dalle prime fasi dell’infezione, si può evitare che il paziente finisca intubato.
L’anticoagulante attrae il virus che si attacca alla molecola del farmaco: il virus viene così ‘tratto in inganno’ e, anziché aggredire le cellule sane, aggredisce l’eparina. A conferma di ciò, i test cinesi effettuati da Techdow mostrano in vitro l’efficacia antivirale di Inhixa, associata alla capacità di interferire altresì con la ‘tempesta citochinica’ che caratterizza la fase iper-infiammatoria della malattia: la più pericolosa per il paziente.
A Scafati, come ha ben spiegato a un quotidiano di tiratura provinciale, il dottore Mariano Corrado primario di Malattie infettive, si tenta di non fare arrivare il paziente alla ventilazione assistita. Da diversi giorni quindi, al Mauro Scarlato si somministra l’anti-coagulante, ed è stato notato che abbinando l’eparina con il protocollo del Pascale-Cotugno del professor Ascierto, i risultati si ottengono.
Qualora il paziente avesse importanti difficoltà respiratiore, viene trasferito nel reparto di assistenza subintensiva di cui è primario la pneumologa Imma Mauro, agli onori della cornaca perché riesce ad evitare che il paziente passi alla fase dell’intubazione: fase in cui le cose si complicano e non di poco.
Al Mauro Scarlato di Scafati i pazienti che arrivano in subintensiva, affidati alle cura della dottoressa Mauro – alla quale sono giunti molti apprezzamenti da parte dei suoi colleghi campani -, vengono sottoposti a un tipo di ventilazione a seconda della specifica necessità del caso in esame e, contemporaneamente, si continua a somministrare all’ammalato le dosi terapeutiche di eparina a basso peso molecolare. Un’azione di contrasto al Covid-19 praticata da diversi giorni che si unisce alla efficacia di ventilare gli ammalati a pancia sotto per due o tre cicli al giorno, ognuno dei quali ha la durata di 90 minuti.

