Coronavirus – Riaprono le librerie: il nuovo decreto “risveglia” la cultura

E’ atteso per quest’oggi, venerdì 10 aprile 2020, il nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in buona sostanza, confermerà tutte le misure restrittive finora dettate ma con qualche piccola, cauta apertura dal valore simbolico.

La primavera entrerà sicura nelle librerie e nelle cartolerie che potranno tirare su le saracinesche a partire dal 14 aprile. Stessa “boccata d’aria” per le aziende che fabbricano macchine agricole, le aziende che essiccano o lavorano il legno e le imprese di silvicoltura. Probabilmente la nuova misura sarà estesa anche ai negozi di abbigliamento per neonati. Per il resto, sguardo dritto al 4 maggio: se tutto andrà bene, quel giorno, potrebbe allentarsi la stretta anche per i milioni di cittadini costretti da settimane all’isolamento che è l’unico modo per contenere la diffusione del Coronavirus. Ma, anche se le maglie dovessero allentarsi dal 4 maggio in poi, non sarà così per gli anziani e le persone più a rischio che dovranno continuare a vivere in un regime protettivo e precauzionale.

Le riaperture saranno scaglionate. Più volte in videoconferenza Conte ha ripetuto “Non possiamo rischiare di ripartire da capo“, manifestando chiaramente il timore che la fretta possa vanificare tutti i sacrifici che gli italiani hanno finora fatto per combattere il virus. D’alltra parte, dal Comitato tecnico scientifico è arrivato forte e chiaro il suggerimento di andare oltre le festività del 25 aprile e del Primo maggio in quanto si può correre il rischio che la voglia di “libertà” degli italiani, potrebbe indurli alla contravvenzione delle regole: “Non si può passare dal lockdown alla liberalizzazione“, avvertono tecnici e scienziati.

Si attene quindi solo solo l’ufficialità del decreto che se da un lato proroga le misure di contenimento del nuovo Coronavirus per altre tre settimane, a partire dal 14 aprile, dall’altro il lockdown nel Paese durerà fino al 3 maggio; per l’intanto spiragli di luce contro l’abbrutimento vedono aprirsi sulla cultura: la riapertura delle librerie e delle cartolerie, anche se simbolicamente, sembra il timido inizio di una nuova epoca.