Coronavirus – riapertura delle chiese, precedenza ai funerali

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«Non si torna indietro anche perché abbiamo dimostrato che si può celebrare in sicurezza», precisa don Maffeis. Rimane da studiare e da concordare la possibilità di celebrare non
solo “per” ma anche “con” il popolo, fatte sempre salve le disposizioni “antivirus”. Senza «attendere la scadenza del decreto» verrà avanzato «un pacchetto di proposte che tiene conto del fatto che come Chiesa mobilitiamo un numero elevato di persone e che dunque non potremo tornare subito alla vita di prima», sottolinea don Maffeis
che annuncia di presentare il prospetto già forse entro questo fine settimane.

Proposte «per la ripresa delle celebrazioni e dei riti religiosi nelle chiese che sottoporremo all’attenzione del Governo e del Comitato scientifico da esso nominato», aggiunge. «Una delle cose che ci sta più a cuore – chiarisce il sottosegretario della Cei – è il congedo dei defunti. Non possiamo lasciare che un’intera generazione e i loro familiari siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili. Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti: non possiamo non essere vicino a chi soffre. Troppe persone stanno soffrendo perché la morte di un caro oggi è come un sequestro di persona, certo motivato,
ma dobbiamo farci carico di questo dolore dal punto di vista umano oltre che cristiano