Coronavirus – quando un altro Borrelli disse resistere, resistere

“Resistere, resistere, resistere come su un’irrinunciabile linea del Piave”. Il procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli andò in trincea contro il governo e difende a spada tratta l’indipendenza dei giudici. Era il 2002, Tangentopoli già alle spalle ma la corruzione era di nuovo presente, anzi mai andata via del tutto. Una relazione, dura, durissima quella con la quale l’ex capo di Mani pulite scelse di aprire la sua ultima inaugurazione dell’anno giudiziario milanese. Una relazione senza mezzi termini davanti a una platea tesissima, con molti magistrati in toga nera (una forma di protesta indicata dall’Anm) applausi scroscianti per Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, i rappresentanti di Forza Italia che abbandonarono la sala. Oggi un altro Borrelli, l’Angelo della Protezione Civile, ci chiama ad un’altro resistenza e a un altro Piave. Le grandi imprese fan parte della storia italiana, nel bene e nel male.